“Per far crescere un bambino serve un villaggio”: Verona Est firma il Patto Educativo di Comunità
Dall’esperienza di Officina Futuro nasce un’alleanza tra scuole, parrocchie, istituzioni e associazioni per contrastare la povertà educativa e accompagnare la crescita delle nuove generazioni.
“Per far crescere un bambino serve un villaggio” (proverbio africano). È da questa convinzione che nasce il Patto Educativo di Comunità di Verona Est, un impegno condiviso tra realtà diverse che scelgono di lavorare insieme per il benessere di bambini, ragazzi e famiglie. Non soltanto un documento, ma una vera e propria alleanza educativa che mette al centro le nuove generazioni e riconosce nell’intera comunità una responsabilità fondamentale per il loro futuro. Il Patto rappresenta un nuovo importante passo del progetto Officina Futuro, promosso da Caritas Diocesana Veronese e sviluppato dal 2022 nella zona orientale della città. Un percorso che, partendo dagli Empori della Solidarietà di Borgo Venezia e Verona Est, ha progressivamente coinvolto scuole, parrocchie, associazioni, servizi e istituzioni, costruendo relazioni e collaborazioni sempre più solide.


Il territorio interessato comprende i quartieri di Borgo Venezia, San Michele Extra, Montorio, Poiano e Quinto, nelle Circoscrizioni 6ª, 7ª e 8ª del Comune di Verona. Una zona ricca di esperienze educative e associative, ma attraversata anche da fragilità sociali, difficoltà economiche, isolamento e disuguaglianze nell’accesso alle opportunità culturali e sportive. A confermare la necessità di un’azione condivisa è stato anche il percorso partecipativo del 15 maggio 2026, che ha riunito scuole, associazioni, enti pubblici, parrocchie e realtà del Terzo Settore. Dal confronto è emersa una richiesta precisa: costruire una comunità più unita, capace di ascoltare i giovani, valorizzarne le aspirazioni e offrire luoghi accoglienti nei quali incontrarsi, esprimersi e crescere.
Otto sono gli obiettivi principali del Patto: consolidare la rete territoriale, valorizzare gli spazi educativi e aggregativi, ascoltare e coinvolgere i ragazzi, migliorare la qualità delle relazioni educative, sostenere le famiglie, promuovere inclusione e intercultura, ampliare le opportunità culturali, artistiche e sportive e rendere maggiormente accessibili le iniziative presenti sul territorio.
Particolare attenzione viene riservata al protagonismo giovanile. Attraverso il Gruppo di Progettazione Under 20 di Officina Futuro, i ragazzi potranno contribuire direttamente alla costruzione delle attività, portando idee, bisogni e proposte. Perché educare significa anche riconoscere ai più giovani la possibilità di partecipare alle decisioni che li riguardano.
Una rete di 15 realtà per il futuro dei giovani
Il Patto nasce dalla collaborazione di nove soggetti promotori che ne costituiscono anche la cabina di regia: Caritas Diocesana Veronese – Associazione di Carità San Zeno ODV ETS, Comune di Verona, Istituto Comprensivo VR 15 Borgo Venezia, Istituto Comprensivo Madonna di Campagna – San Michele, Istituto di Istruzione Superiore Statale Copernico – Pasoli, Istituto di Istruzione Superiore Michele Sanmicheli, Parrocchia Beato Carlo Steeb (capofila dell’Emporio della Solidarietà Verona Est), Parrocchia Santa Croce (capofila dell’Emporio della Solidarietà Borgo Venezia) e Parrocchia Montorio, Mizzole, Pigozzo e Trezzolano.
A questi si aggiungono altre sei realtà aderenti: Associazione Villa Buri ETS, Associazione Prospettiva Famiglia, Cestim Centro Studi Immigrazione, Circolo Noi Club Madonna di Campagna APS, Fondazione Opera Famiglia Canossiana Nuova Primavera ETS e Rete Tante Tinte, con ente capofila l’IISS Ettore Bolisani di Isola della Scala.
Una rete destinata ad allargarsi, perché il Patto rimane aperto a tutte le realtà che ne condividono principi e obiettivi.
Il lavoro sarà accompagnato da una cabina di regia e da gruppi tematici, con momenti periodici di confronto, progettazione e verifica delle attività. L’obiettivo è trasformare le collaborazioni occasionali in un impegno stabile e continuativo.
Il Patto non rappresenta quindi un punto di arrivo, ma l’inizio di un nuovo percorso. Un invito a riconoscere che nessuna scuola, famiglia, parrocchia o associazione può affrontare da sola le sfide educative di oggi. Soltanto mettendo insieme competenze, risorse e relazioni sarà possibile costruire quel villaggio capace di accompagnare ogni bambino e ragazzo verso il proprio futuro.

Don Matteo Malosto, direttore Caritas Diocesana Veronese
“Come direttore ho il compito di dare importanza al lavoro di tantissime persone che hanno operato per un progetto molto bello. Questo progetto oggi porta a un Patto di Comunità: persone che si mettono insieme per firmare un documento e un pensiero comune di azione per chi arriverà dopo di loro. Firmare un patto così importante al giorno d’oggi è quasi una cosa rivoluzionaria, di cui andiamo fieri. E mentre la società là fuori oggi guarda i danni fatti da alcuni giovani o studenti nelle nostre città, noi vogliamo guardare alle soluzioni, al modo perchè questo non avvenga, a quello che possiamo mettere in campo. La soluzione è aumentare i posti nelle carceri? Pensiamoci: un medico che cura soltanto i sintomi non fa il proprio lavoro. Questo progetto di Officina Futuro fa capire che la cura dei nostri giovani deve partire dall’educazione, dalla relazione, dal creare progetti insieme ai ragazzi, rendendoli protagonisti dei loro percorsi e degli spazi che li occupano nei loro quartieri. Noi nn dobbiamo costruire il futuro dei giovani, ma lasciare spazio al loro presente, essendo educatori che danno i mezzi per riuscirci e poi diventare inutili, lasciando a loro lo spazio.
Jacopo Buffolo, assessore Politiche giovanili e Pari opportunità Comune di Verona
“Ringrazio Caritas e tutti i partner per questo progetto. È un lavoro di ricucitura degli strappi delle nostre comunità. E in questo ambito, l’educazione è fondamentale: è un lavoro lungo, che noi delle amministrazioni spesso non vediamo nei frutti, perché è più visibile una buca asfaltata, ma sul quale è fondamentale seminare. Un lavoro così dura anni e raccoglieranno frutti altri, ma soprattutto li vedrà la società che sogna un mondo più giusto e di pace”
