Progetto Rom Sinti e Camminanti
È partito nell’autunno 2025 un nuovo progetto biennale dedicato a Rom, Sinti e Camminanti. Un progetto che nasce da linee ministeriali, con l’adesione di una ventina di città italiane, tra cui Verona. Gli ambiti territoriali 1 e 2, concentrati nei Comuni di Verona e San Bonifacio, hanno realizzato una coprogettazione a cui hanno aderito le cooperative Il Samaritano di Caritas Verona, Don Calabria, L’Albero.
Si tratta di un progetto di inclusione, in particolare di rom e sinti, affinché si sentano meno discriminati. È stato pensato proprio per essere un supporto per persone messe ai margini della società ormai da troppi anni.
Quattro sono le linee di intervento:
- Mondo della scuola (con interventi in più scuole): l’obiettivo è quello di combattere la dispersione scolastica e di creare maggior inclusione sociale dei rom e sinti all’interno del sistema della scuola pubblica, con anche aiuti concreti dove necessari;
- Interventi extrascolastici e laboratoriali, aperti non solo a rom e sinti, ma a chiunque volesse aderire: ad esempio corsi di italiano aperti a chi ne ha bisogno, tra cui, appunto, rom e sinti;
- Sostegno alle famiglie rom e sinti: aiuto, supporto, incontro, su vari temi. In due contesti: nei campi rom del territorio e negli insediamenti abitativi;
- Sensibilizzazione della cittadinanza sul tema della discriminazione dei rom e sinti.
Il progetto si avvale della presenza dei facilitatori rom e sinti e di educatori delle tre realtà del terzo settore, in coprogettazione con i Comuni di Verona e San Bonifacio. Il monitoraggio nazionale è seguito dall’Istituto degli Innocenti di Firenze.
È una iniziativa su cui la diocesi di Verona ha sempre avuto un occhio di riguardo e, nonostante l’ultima progettualità ufficiale anche con l’amministrazione pubblica sia stata interrotta una ventina di anni fa, don Francesco Cipriani, incaricato diocesano per la pastorale rom e sinti dal 1972, e altri volontari, hanno continuato le visite e la collaborazione con il mondo dei rom e dei sinti della città. Ora c’è questo progetto che coinvolge l’ente pubblico e varie realtà del terzo settore, proprio per essere una presenza maggiore e per aiutare persone che sono messe ai margini ormai da troppi anni.
