Lettera Pastorale Vescovo 2026/2027

“Siamo viandanti. Lo siamo perché veniamo al mondo con una nascita incompiuta e una strada da cercare, passo dopo passo”: così il vescovo Domenico Pompili ha introdotto la sua quarta Lettera pastorale Sulla via, che è stata consegnata martedì 8 settembre, durante la Messa per la Madonna del popolo in Cattedrale.

IL TITOLO

Il titolo richiama volutamente “quelli della Via”, ossia uno dei modi con cui i cristiani venivano identificati, fin dai primissimi anni. D’altronde, come scrive mons. Pompili, “il Dio biblico non è immobile: è una presenza che cammina, viene incontro ed accompagna” e lo stesso Gesù “è il Dio che ha imparato a camminare” vivendo quello che il Vescovo definisce un apprendistato, rimandando il lettore all’opera Primi passi dipinta da Vincent Van Gogh nel 1890.

I CONTENUTI

Nel corso delle poco più di 100 pagine della Lettera, sono raccolte altre espressioni artistiche e culturali: dalla poesia Viandante di Antonio Machada ai versi di Dante; da una battuta del film Cento passi di Marco Tullio Giordana alle parole di Alessandro Baricco; dagli scritti di Martin Buber a quelli di Christian Bobin, insieme alle citazioni del magistero degli ultimi Pontefici e dei documenti della Chiesa italiana.

Nell’Introduzione il vescovo Domenico sottolinea la condizione radicale di ogni storia: “Il cammino non è già tracciato, si apre – si crea – nell’atto stesso del mettersi in movimento”. Lo è anche per la Chiesa di Verona che in questi ultimi anni ha camminato “con desiderio e insieme con senso della misura” rimanendo fedele alla strada, ma aggiungendo ulteriori orme e tracciati, che ora “viene il momento di guardarli insieme, riconoscere che cosa è essenziale e dare forza a ciò che si è rivelato più fecondo”.

La Lettera è suddivisa in due parti.

Con la prima, intitolata “Strada facendo”, il lettore “si mette in ascolto del camminare: che cosa accade a chi cammina, e che cosa ne ha capito la Bibbia”.

La seconda – “Camminare insieme” – “ha un taglio più operativo per una comunità ecclesiale che si mette nuovamente in viaggio verso Dio, per le strade di questo mondo”. In quest’ultima confluisce il frutto dell’Assemblea del 16 maggio scorso, del percorso che l’ha preceduta a livello vicariale e di quello successivo che ha coinvolto, in particolar modo, Consiglio pastorale diocesano, Consiglio presbiterale, Servizi diocesani; inoltre, apre alle scelte concrete a livello territoriale, a partire da uno Strumento di lavoro che sarà dato ai parroci.

TRADUZIONE DELLA LETTERA PER CHI OPERA IN CARITAS

Sulla via tradotta per il mondo Caritas:

  • Andare incontro, non aspettare. Se il Dio descritto nella lettera è una presenza che viene incontro e accompagna, è praticamente la dinamica dell’azione Caritas: intercettare le fragilità, entrare in relazione e accompagnare la persona, anziché limitarsi all’erogazione di un servizio.
  • Camminare con le persone, non semplicemente “fare per”. Il titolo della seconda parte, Camminare insieme, si presta moltissimo alla Caritas. La persona fragile non è il destinatario finale di un intervento assistenziale: è qualcuno con cui percorrere un pezzo di strada.
  • La strada come luogo della Chiesa. Per Caritas questa immagine è quasi letterale: senza dimora, marginalità, carcere, accoglienze, Empori, famiglie impoverite, migranti. Una Chiesa “sulla via” è una Chiesa che incontra le persone là dove vivono le loro difficoltà.
  • Discernere ciò che è fecondo. Mons. Pompili dice che, dopo i percorsi avviati negli ultimi anni, è tempo di riconoscere ciò che è essenziale e dare forza a ciò che si è dimostrato più fecondo. Questo può diventare molto Caritas: non mantenere un servizio semplicemente perché “si è sempre fatto”, ma leggere i bisogni che cambiano e adattare le risposte.
  • Territorio e comunità. La seconda parte della lettera vuole arrivare a scelte concrete nei territori. Qui entrano perfettamente Caritas parrocchiali, Centri di ascolto, Empori, volontariato e reti territoriali: la carità non come settore specialistico della diocesi, ma come responsabilità della comunità cristiana.

Caritas Italiana parla già esplicitamente di “vie”. Le tre indicate da papa Francesco per il cinquantesimo sono la via degli ultimi, la via del Vangelo e la via della creatività. Quindi Sulla via può essere letta in Caritas quasi attraverso queste tre coordinate.

Infine, c’è un aggancio con l’iniziativa di questi giorni, “Di casa in casa”: una Caritas che esce, attraversa Verona, collega le proprie case, fa incontrare persone e comunità e trasforma fisicamente una strada in occasione di conoscenza e solidarietà. Quasi una rappresentazione concreta del titolo della lettera.

CONSEGNA E DISTRIBUZIONE

La Lettera sarà disponibile per chiunque voglia riceverne una copia presso le parrocchie della Diocesi e le librerie cattoliche di Verona.