Una corsa che attraversa la solidarietà: 50 chilometri alla scoperta delle case Caritas
Non sarà soltanto una staffetta e non sarà soltanto una corsa. Sabato 19 settembre Verona sarà attraversata da un percorso di 50 chilometri pensato per mettere in collegamento luoghi, persone e storie che fanno parte della rete quotidiana di Caritas Diocesana Veronese. Dieci tappe, con partenza alle 14 dal Vescovado e arrivo nuovamente nello stesso luogo, per chiudere simbolicamente un cerchio che attraverserà alcune delle case nelle quali ogni giorno vengono accolte e accompagnate persone che stanno vivendo un momento di difficoltà.
L’iniziativa coinvolgerà gli iscritti alla run community di Caritas Verona, ma è aperta anche a corridori, run club e a chiunque abbia voglia di partecipare. Non è necessario, infatti, affrontare tutti i 50 chilometri: il percorso è stato pensato come una vera staffetta, suddivisa in dieci frazioni. A ogni cambio un gruppo consegnerà idealmente il testimone a quello successivo, proseguendo così di casa in casa fino al ritorno in Vescovado.
Proprio le case rappresentano il cuore dell’iniziativa. I punti di cambio non saranno semplici luoghi nei quali terminare una frazione e cominciarne un’altra, ma alcune delle strutture di accoglienza di Caritas presenti sul territorio. All’arrivo dei partecipanti, ospiti e volontari prepareranno un piccolo ristoro e ci sarà l’occasione per fermarsi, entrare, conoscere il luogo e scoprire ciò che vi accade ogni giorno.
La corsa diventa così un modo diverso per attraversare Verona. Accanto alla città più conosciuta ce n’è infatti un’altra fatta di porte che si aprono ogni giorno, di persone accolte, operatori e volontari, relazioni e percorsi di ripartenza. Luoghi che spesso si incontrano percorrendo normalmente le strade cittadine senza sapere cosa custodiscano. Per un pomeriggio saranno invece proprio queste case a scandire il percorso e i tempi della staffetta.
Ogni frazione sarà accompagnata da un corridore o da un ciclista di riferimento, incaricato di guidare il gruppo e indicare il percorso. Per la prima tappa il ritrovo è previsto alle 13.45 in Vescovado, in vista della partenza delle 14. Chi parteciperà alle frazioni successive è invitato invece a raggiungere il proprio punto di cambio almeno venti minuti prima dell’orario previsto.

Ma per partecipare non sarà indispensabile indossare le scarpe da corsa. Chi non se la sente di correre potrà raggiungere direttamente una delle case lungo il percorso, aspettare l’arrivo degli amici, incontrare ospiti e volontari e vivere comunque una parte dell’iniziativa. L’obiettivo, infatti, non è la prestazione sportiva: i 50 chilometri diventano soprattutto uno strumento per creare incontro e far conoscere da vicino una rete di solidarietà che accompagna quotidianamente molte persone.
Alla dimensione dell’incontro se ne aggiunge poi una molto concreta. La staffetta sarà accompagnata da una raccolta fondi destinata ai kit scuola distribuiti attraverso gli Empori della Solidarietà di Caritas Verona.

L’inizio dell’anno scolastico rappresenta infatti un momento particolarmente impegnativo per tante famiglie. Zaini, quaderni, astucci e materiale didattico sono spese normali per molti, ma possono diventare un ostacolo importante quando il bilancio familiare è già fragile. Garantire a bambini e ragazzi ciò che serve per andare a scuola significa contribuire a offrire loro le stesse possibilità di apprendimento e partecipazione dei coetanei, indipendentemente dalla condizione economica della famiglia.
Ogni anno Caritas Verona distribuisce attraverso la rete degli Empori più di mille kit scolastici. La corsa del 19 settembre vuole contribuire anche a questo impegno, trasformando simbolicamente ogni chilometro percorso in un pezzo di quaderno, uno zaino, un astuccio o uno degli strumenti necessari per cominciare la scuola senza sentirsi diversi dagli altri.
Cinquanta chilometri, dunque, per unire idealmente luoghi che durante tutto l’anno accolgono, ascoltano e accompagnano. Una staffetta nella quale il testimone passa di mano in mano, ma nella quale il traguardo non è arrivare per primi. È conoscere un pezzo di città che spesso rimane nascosto, entrare nelle sue case, incontrarne le persone e, correndo insieme, contribuire a sostenere chi sta affrontando un tratto di strada più difficile.
