L’emergenza abitativa a Verona e in provincia

«L’accesso alla casa è una delle principali emergenze sociali di Verona e provincia, per l’aumento di costi sia per l’affitto che per l’acquisto»: così ha affermato don Matteo Malosto, direttore Caritas diocesana veronese nella conferenza stampa tenutasi in Vescovado per fare il punto su questa situazione. «Alla base, la scarsità di immobili disponibili per la locazione di lunga durata: molti proprietari preferiscono il mercato degli affitti brevi a scopo turistico, molto diffuso nel centro storico di Verona e nei comuni che affacciano sul lago di Garda». Il 17% delle persone incontrate dai Centri di ascolto Caritas nel veronese (su un totale di oltre 11mila) presenta primariamente problemi proprio in ambito abitativo (+2% rispetto al 2024).

La crisi abitativa colpisce la popolazione in modo trasversale, e ciò avviene anche a livello locale a causa della scarsità di alloggi disponibili sul mercato delle locazioni di lungo termine. Vi sono però alcuni gruppi sociali che risultano particolarmente vulnerabili:

  • la “fascia grigia”: il ceto medio impoverito, che ha un reddito troppo alto per accedere all’Edilizia Residenziale Pubblica (ERP) ma troppo basso per i prezzi del libero mercato,
  • gli studenti e le studentesse universitari/e: la quota di contratti per studenti/esse è in calo a causa dell’aumento dei canoni e della scarsità di stanze, minando il diritto allo studio,
  • lavoratori trasferiti: insegnanti e altri lavoratori e lavoratrici precari che si spostano nel veronese faticano a trovare soluzioni compatibili con i propri salari, che rimangono stagnanti rispetto ai costi abitativi,
  • famiglie numerose e monoreddito: questi nuclei affrontano rischi elevati di esclusione sociale e povertà abitativa, spesso scivolando sotto la soglia di povertà assoluta proprio a causa del canone di locazione,
  • persone fragili: persone anziane, migranti e famiglie monoparentali che spendono spesso oltre il 40% del proprio reddito per l’abitazione.

Per quanto riguarda la povertà abitativa minorile, dai dati Openpolis emerge che il 13,6% dei minori in Veneto vive in case con problemi strutturali (umidità, infiltrazioni) e il 37,8% sperimenta situazioni di sovraffollamento, che compromettono salute e rendimento scolastico.

Il mercato immobiliare a Verona e provincia si caratterizza per un aumento dei costi sia per l’acquisto che per la locazione, rendendo l’accesso alla casa una delle principali emergenze sociali del territorio.  A Verona, il caro affitti erode mediamente il 26,2% del budget familiare (indagine UIL). Per un appartamento di 100 metri quadrati, la spesa media è di circa 820 euro al mese, arrivando a quasi 10.000 euro annui. Anche il mercato delle compravendite mostra un trend in crescita, con un incremento del prezzo medio dell’8,10% a giugno 2025 rispetto all’anno precedente secondo Immobiliare.it. Le aree più costose si confermano il Centro storico, seguito da zone come Avesa, Torricelle e Borgo Venezia per gli acquisti. Per quanto riguarda gli affitti, le zone più accessibili risultano San Michele Extra, Castiglione, Chievo e Bassone.

C’è una scarsità di offerta di case in affitto per residenti. La riduzione degli sfratti eseguita negli ultimi anni non indica un miglioramento, ma riflette la scarsità di immobili disponibili per la locazione di lunga durata. Molti proprietari preferiscono il mercato degli affitti brevi a scopo turistico, che rappresenta ormai il 71,89% dell’intero mercato delle locazioni in Italia, sottraendo alloggi ai residenti. La zona del centro storico di Verona, ma anche alcune aree della provincia quali i comuni che affacciano sul lago di Garda, sono particolarmente interessate da questo fenomeno, che riduce in modo importante il numero degli alloggi disponibili sul mercato dell’abitare residenziale.

Per quanto riguarda gli sfratti, nonostante una flessione storica rispetto a dieci anni prima, nel 2024 si sono registrati a Verona 645 provvedimenti di sfratto emessi, la maggior parte dei quali per morosità. Ne sono stati eseguiti 362.

I dati raccolti dai Centri di ascolto a Verona e provincia

Oggi i centri di ascolto Caritas intervengono molto spesso nel supportare le famiglie in difficoltà con le spese relative all’abitare, sia per aiutare famiglie a rimanere nella casa in cui si trovano, ma anche con diversi altri interventi che andremo di seguito a dettagliare. Come primo aspetto, va puntualizzato che ad oggi vi sono 53 centri di ascolto Caritas attivi sul territorio della Diocesi. Di essi, 45 sono quelli che hanno inserito i dati nel gestionale Ospoweb nel corso del 2025, di cui 12 situati in città e 33 nel resto della provincia [vedi mappa]. Oltre ad essi, anche 10 Conferenze San Vincenzo, tutte situate in città, utilizzano il gestionale Ospoweb, inserendo i dati della propria utenza.

Nel corso del 2025, questi centri di ascolto hanno incontrato complessivamente 3.898 persone che corrispondono ad altrettante famiglie, visto che, quando le persone si rivolgono ai nostri centri, normalmente portano le necessità di tutta la propria famiglia. Abbiamo stimato che le persone supportate in tutte le famiglie sono 11.195 persone. Rispetto al 2024, si registra un aumento del 3,2% nel numero di famiglie (nell’anno precedente le famiglie erano 3.778).

Il 32% delle famiglie è stata ascoltata da centri di ascolto situati nel Comune di Verona, il restante 68% da centri di ascolto in provincia. Il 62,2% delle persone ascoltate è una donna. Il 55,7% delle persone ascoltate ha cittadinanza non italiana o è apolide, il restante 44,3% è cittadino italiano o con doppia cittadinanza. L’età media delle persone ascoltate è di 50,7 anni. Gli stranieri ascoltati prevalgono nell’intervallo tra i 19 e i 54 anni, con il picco più alto nella fascia di età tra i 35 e i 44 anni. Gli italiani, invece, sono più anziani, con la fascia di maggior frequenza tra i 55 e i 64 anni.

Dai dati 2025 relativi alle famiglie che si sono rivolte ai centri di ascolto Caritas Veronese di tutta la Diocesi, emerge che tra i nuclei familiari che dispongono di una casa e per cui abbiamo raccolto l’informazione (2.797), la condizione alloggiativa vede un 53,5% di famiglie che vivono in affitto da privato, il 22,4% in affitto da ente pubblico, il 10,8% in casa di proprietà, mentre le altre persone vivono in altre condizioni, spesso ospiti di altre persone. Tra le famiglie per cui abbiamo analizzato nel dettaglio le specifiche criticità che stavano incontrando in quel momento (3.106) il 17,0% presentava problemi in ambito abitativo: si tratta di 529 famiglie. Sono circa 100 famiglie in più rispetto all’anno prima e oltre 2 punti percentuali in più sul totale delle famiglie incontrate.

Nell’Avvento del 2025, come frutto del Giubileo, il Vescovo Domenico Pompili ha disposto per mezzo di Caritas Diocesana Veronese la creazione del Fondo permanente per il contrasto all’emergenza abitativa: il coinvolgimento attivo di molte Parrocchie e di altri donatori ha portato a raccogliere ad oggi 210.000€, un risultato di assoluto rilievo che permette il consolidamento delle progettualità esistenti e la creazione di nuove.

A questo link è possibile vedere dove sono stati impiegati i soldi finora e i nuovi progetti che Caritas Verona ha in cantiere su questo tema.