Caritas presenta i nuovi progetti sull’abitare
La crisi abitativa colpisce la popolazione in modo trasversale, e ciò avviene anche a livello locale a causa della scarsità di alloggi disponibili sul mercato delle locazioni di lungo termine. A questo link è possibile vedere alcuni dati e numeri statistici riguardanti la fragilità abitativa e i report povertà di Caritas.
Alcuni interventi di Caritas diocesana veronese nel 2025
Nel 2025 sono state accolte complessivamente 573 persone nelle strutture di Caritas Diocesana Veronese e sono state messe a disposizione due nuove strutture rispetto all’anno precedente. La rete Caritas ha inoltre supportato più di 800 famiglie con interventi volti al mantenimento della propria abitazione, facendosi carico del pagamento delle utenze, di rate d’affitto ecc.
La creazione del Fondo
Nell’Avvento del 2025, come frutto del Giubileo, il Vescovo Domenico Pompili ha disposto per mezzo di Caritas Diocesana Veronese la creazione del Fondo permanente per il contrasto all’emergenza abitativa: il coinvolgimento attivo di molte Parrocchie e di altri donatori ha portato a raccogliere ad oggi 210.000€, un risultato di assoluto rilievo che permette il consolidamento delle progettualità esistenti e la creazione di nuove.
Di questi, 24.000 euro sono già stati impiegati in interventi diretti:
- 3.000 euro destinati al supporto diretto a famiglie con mensilità di affitto arretrate;
- 21.000 euro destinati a interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria su immobili da destinare all’accoglienza: Corte Melegano (giovani neo-maggiorenni senza dimora), Canonica di Quaderni di Villafranca (famiglia proveniente da Corridoi Umanitari), Casa Madonna delle Grazie (donne vittime di violenza), oltre ad altri interventi minori.
Quella che è nata come risposta a un bisogno concreto si sta trasformando in qualcosa di più profondo: un impegno condiviso, radicato nel territorio, che mette le persone al centro. Ora è il momento di dargli forma stabile, continuità e una visione di lungo periodo.
Elisa Castioni, responsabile dell’Area Abitare di Caritas diocesana veronese, ha introdotto:
«tre nuove progettualità legate al Fondo, nella linea dell’accompagnamento verso una ritrovata autonomia e serenità delle persone, stando lontani da una logica di assistenzialismo. La prima vede Caritas farsi garante del pagamento dell’affitto, in modo da creare autonomia nella persona fragile, predisporre fiducia nel locatario e favorire la rimessa sul mercato almeno parte del patrimonio immobiliare privato oggi sfitto per timore della morosità e dei danni conseguenti; la seconda propone interventi mirati di sostegno a famiglie in difficoltà temporanea; la terza è volta alla riattivazione di immobili per l’accoglienza attraverso la presa in gestione da parte di Caritas di immobili e alloggi non utilizzati, di proprietà delle parrocchie, di enti o di privati».
I nuovi progetti descritti dal direttore di Caritas
Tre sono le nuove linee progettuali, caratterizzate da una logica precisa e da un budget dedicato, che sarà verificato sulla base dell’andamento dei progetti e delle nuove donazioni. L’approccio comune è chiaro: non assistenzialismo ma accompagnamento, non sostituirsi alle persone ma mettersi al loro fianco per aiutarle a ritrovare autonomia e serenità. Tale iniziative, che si inseriscono in un quadro complessivo di molteplici risposte sul tema date da soggetti pubblici e privati, vogliono essere un segno per la società tutta: solo insieme è possibile rispondere in modo adeguato a quella che probabilmente è l’emergenza sociale più importante del nostro territorio.
PRIMA LINEA — Farsi garanti del pagamento degli affitti
Budget: € 60.000
“Questa è la linea più innovativa e il cuore sperimentale del progetto: Caritas non gestisce l’immobile, non si intesta il contratto ma si fa garante del fatto che il locatario provveda al pagamento dell’affitto. si costituisce garante”. Don Matteo Malosto, direttore di Caritas Veronese
Questo approccio vuole contribuire all’autonomia delle persone e vuole far crescere la fiducia reciproca tra le parti affinché possa essere rimesso sul mercato almeno parte del patrimonio immobiliare privato oggi sfitto per timore della morosità e dei danni conseguenti alla messa a disposizione. I 60.000 euro accantonati non sono però risorse immobilizzate: trattandosi di un fondo a garanzia, verranno effettivamente utilizzati solo in caso di necessità. Al termine di un periodo di osservazione e valutazione, le risorse non utilizzate saranno redistribuite sulle altre linee di intervento. Parallelamente, man mano che il modello si consolida, la copertura del fondo a garanzia potrà essere progressivamente affidata a quota del 8×1000 ordinario destinato annualmente alla carità, liberando così i fondi della raccolta per gli altri bisogni del progetto.
SECONDA LINEA — Sostegno a famiglie in difficoltà temporanea
Budget iniziale: € 40.000
Tale intervento riguarda persone e famiglie che attraversano un tempo di difficoltà economica temporanea e rischiano di perdere la propria casa per il mancato pagamento dell’affitto o delle rate del mutuo o delle utenze domestiche (in affiancamento al Fondo MAGIS, già attivo per altre situazioni).
“L’obiettivo non è creare assistenzialismo di lunga durata, ma offrire un aiuto concreto abbinato a strumenti e percorsi per uscire dalla difficoltà. Il Centro di Ascolto diocesano risponderà alle segnalazioni che devono arrivare esclusivamente dai Centri di Ascolto parrocchiali”. Don Matteo Malosto, direttore di Caritas Veronese
TERZA LINEA — Riattivazione di immobili per l’accoglienza
Budget iniziale: € 90.000
“La terza linea vuole stimolare la Comunità a mettere a disposizione alloggi non utilizzati da destinare all’accoglienza. Caritas prende in gestione tramite comodato o locazione o convenzione, immobili messi a disposizione da Diocesi, parrocchie, enti o privati. Si occupa di tutto ciò che riguarda il rapporto con il proprietario: puntualità nei pagamenti, manutenzione dell’alloggio, presidio costante della situazione. Nel tempo, questo si traduce in un rapporto di fiducia reale: il proprietario sa di avere un interlocutore affidabile, presente, che risponde”. Don Matteo Malosto, direttore di Caritas Veronese
Quando l’immobile necessita di interventi per renderlo agibile, Caritas solitamente contribuisce o anticipa i costi, che talvolta vengono recuperati attraverso lo scomputo dal canone (nei casi in cui non si tratti di comodato gratuito). Le persone accolte non sono semplici beneficiarie: contribuiscono economicamente in base al proprio reddito e vengono accompagnate in un percorso strutturato verso l’autonomia abitativa. Non si tratta di una sistemazione provvisoria fine a sé stessa, ma di un tempo abitato con supporto e orientamento, uno spazio in cui rimettere in piedi la propria vita, con qualcuno al fianco.

Una strada comune
Mons. Domenico Pompili, vescovo di Verona e presidente di Caritas diocesana veronese, ha ricordato le parole di papa Leone XIV all’incontro giubilare con i movimenti popolare dove ha affermato che «terra, casa e lavoro sono diritti sacri, per cui vale la pena lottare insieme. Visti dalla parte dei ricchi non sembrano priorità e appaiono richieste superate, ma visti dalle periferie sono le fondamenta. Noi abbiamo pensato a questo progetto partendo dalle periferie, che sono oggi una fascia alta della popolazione. Non saremo noi a risolvere il problema dell’housing, ma vogliamo portare un’opera segno, un’iniziativa che grazie all’aiuto di tutti ci dia una direzione, una prospettiva da seguire».
Luisa Ceni, assessora ai Servizi sociali con delega alle politiche abitative, ha accolto con gratitudine questo impegno di Caritas e sottolineato come ci sia oggi una grande richiesta sull’abitare: «Come Comune di Verona abbiamo fatto già un primo progetto dedicato agli under 35. Ora stiamo pensando a progettualità per i lavoratori stagionali, per gli anziani, per le gravi marginalità. Avere un partner come la Diocesi che ha una visione su tutta la provincia è per noi fondamentale perché garantisce uno sguardo d’insieme su una situazione che non si può risolvere da soli».
Una risposta partecipata e duratura può fare la differenza
La presentazione delle nuove progettualità possibili grazie al Fondo permanente per il contrasto all’emergenza abitativa diventa un appello a tutti per poter contribuire alla sua implementazione: solo una risposta collettiva e duratura può fare la differenza nella vita di tante sorelle e fratelli che vivono un tempo di solidarietà. Questa una delle caratteristiche fondamentali del Fondo: l’essere permanente. Le coordinate per poter contribuire:
ASSOCIAZIONE DI CARITÀ SAN ZENO ODV ETS
BANCA ETICA S.c.p.a.
IBAN: IT 40 Z 05018 11700 000017091380
Causale: “Fondo Emergenza Abitativa”


