Le buone idee vengono a 20 anni

Tratto da Italiacaritas.it

Il 18 maggio 2026 YOUngCaritas Verona ha accolto l’incontro interregionale delle YOUng del Nord-Est Italia a cui hanno partecipato i gruppi YOUng di Treviso, Udine, Faenza-Modigliana e Verona, in una giornata di confronto, scambio e riflessione sul presente e sul futuro dei percorsi YOUng.

La giornata si è aperta presso l’impresa sociale QUID, realtà che unisce economia circolare, sostenibilità e inclusione lavorativa. Attraverso la testimonianza della fondatrice Anna Fiscale, i giovani hanno potuto rileggere le quattro “stelle polari” che orientano il cammino di YOUngCaritas: il protagonismo dei giovani, la costruzione di reti, l’accompagnamento intergenerazionale e il dono di sé.

La storia di QUID ha mostrato concretamente come un’intuizione nata a vent’anni possa trasformarsi in una realtà capace di generare lavoro, relazioni e inclusione, mettendo insieme mondi apparentemente lontani come imprenditoria e sociale.

A partire da queste riflessioni, i gruppi hanno condiviso esperienze significative vissute nei propri territori. Verona ha raccontato la nascita della community “Non per ultimi” che ha partecipato e gareggiato anche a una podistica importante su Verona, permettendo di far conoscere Caritas in una maniera del tutto originale; Treviso ha portato l’esperienza di “Parla mentre mangi”, cene inclusive tra giovani nate per creare convivialità, dialogo e relazioni interculturali. Udine ha sottolineato l’importanza di interrogarsi sull’obiettivo che si vuole raggiungere come giovani provando a tracciare nuove rotte; Faenza-Modigliana ha partecipato al confronto, condividendo il valore del fare rete partendo proprio dal protagonismo dei giovani e dalle loro relazioni, collaborando con realtà associative e laiche, al di fuori del circuito più “tradizionale”.

Molti interventi hanno evidenziato come i momenti più significativi nascano spesso dalla semplicità: una cena condivisa, una corsa insieme, una chiacchierata su una panchina, un servizio vissuto fianco a fianco. Esperienze che permettono ai giovani di sentirsi riconosciuti, protagonisti e parte di qualcosa di più grande.

Nel pomeriggio, i lavori in piccoli gruppi hanno affrontato alcune domande centrali per il futuro di YOUngCaritas: come costruire reti più ampie? Come coinvolgere nuovi giovani e dare continuità ai percorsi? Come fare in modo che YOUng sia realmente uno spazio di protagonismo dentro Caritas? Che ruolo ha la fede in tutto questo?

Tra i temi emersi, la necessità di creare luoghi e tempi di relazione autentica, il bisogno di adulti capaci di accompagnare senza sostituirsi ai giovani e l’importanza di

valorizzare il protagonismo non solo come capacità di “inventare qualcosa di nuovo”

ma anche come responsabilità e cura verso ciò che già esiste.

È emersa anche una riflessione profonda sul senso del dono di sé in una società sempre più individualista. Per molti partecipanti, ciò che rende unico il percorso YOUngCaritas è proprio il legame tra servizio, relazioni e dimensione spirituale: un’esperienza che non si limita al “fare”, ma prova a generare comunità, ascolto e senso di appartenenza, rispondendo a un bisogno che non è quello del volontariato per occupare tempo, ma del servizio per dare senso.

L’incontro si è concluso con una domanda, emersa spontanea da una giovane volontaria e rimasta volutamente aperta: qual è secondo voi il futuro di YOUng Caritas?

La risposta condivisa dai partecipanti è stata semplice ma significativa: YOUng continuerà finché ci saranno giovani con il desiderio di mettersi a servizio, confrontarsi tra pari e camminare insieme verso mondi possibili, accompagnati da relazioni autentiche.

La forza di YOUngCaritas sta proprio nel fatto che nasce dal basso

si fonda sulla rete e non ha un’identità unica ma si plasma sui giovani che sentono il desiderio di sognare in grande. Perché le buone idee vengono a 20 anni.