Empori. Cibo, kit scolastici, volontari. Quando i bisogni sono molteplici

Il costo della spesa continua a pesare sempre di più sui bilanci delle famiglie italiane. Secondo una recente analisi del Sole 24 Ore, negli ultimi cinque anni i prodotti alimentari hanno registrato rincari vicini al 30%, mentre gli stipendi non sono cresciuti allo stesso ritmo. Un aumento che colpisce soprattutto chi già vive una situazione di fragilità, ma che rischia di mettere in difficoltà anche nuclei familiari che fino a poco tempo fa riuscivano a mantenere un equilibrio economico.

È in questo scenario che la diocesi di Verona, attraverso Caritas, continua a rafforzare la rete degli Empori della solidarietà: market solidali che partono dalla possibilità di fare la spesa per costruire percorsi più ampi di ascolto e accompagnamento. La rete continua a crescere, sia attraverso il potenziamento delle attività nei territori in cui è già presente, sia attraverso nuove progettualità. Nell’est veronese si sta lavorando a un nuovo progetto, mentre si avvicina l’apertura di un nuovo Emporio a Zevio.

Il cibo resta infatti uno dei bisogni primari e spesso rappresenta la porta attraverso la quale Caritas entra in contatto con situazioni di difficoltà molto più complesse. Un dato del 2026 fotografa con particolare evidenza il fenomeno: la rete Caritas della diocesi veronese ha incontrato circa mille persone nuove, mai intercettate prima. Mille nuovi poveri in un territorio spesso descritto come quello della “ricca Verona”. Attraverso il sostegno alimentare è possibile conoscere queste famiglie, ascoltarle e provare ad accompagnarle anche rispetto ai bisogni che stanno dietro alla difficoltà di riempire il carrello della spesa.

A crescere insieme agli Empori è anche la partecipazione dei volontari. Ogni market solidale è il risultato di una comunità che si mette in movimento: persone, parrocchie e realtà del territorio che contribuiscono secondo le proprie possibilità. Riempire uno scaffale diventa così un gesto collettivo e concreto attraverso il quale la Chiesa prova a dare una risposta a un problema sociale sempre più diffuso.

Con settembre vengono inoltre potenziate le aperture degli Empori, in parte ridotte durante agosto a causa delle ferie dei volontari e delle alte temperature. La ripresa dell’anno scolastico porta con sé ulteriori necessità. In questo periodo, infatti, sugli scaffali vengono distribuiti anche kit scolastici destinati alle famiglie che non possono permettersi l’acquisto del materiale necessario.

Il sostegno non riguarda soltanto quaderni, penne e zaini. All’interno della rete degli Empori trovano spazio anche l’attenzione ai laboratori extrascolastici e l’aiuto, anche economico, per permettere ai bambini e ai ragazzi di partecipare ad attività educative e sportive. Il contrasto alla povertà educativa è infatti strettamente legato a quello alla povertà economica. In Italia, nell’ultimo anno, la dispersione scolastica prima del diploma ha raggiunto l’8,2%: un dato che richiama alla necessità di intervenire prima che le difficoltà economiche diventino anche esclusione sociale ed educativa.

Da qui nascono tre richieste concrete rivolte alla comunità. La prima riguarda il volontariato: gli Empori hanno sempre bisogno di nuove persone disponibili a dedicare parte del proprio tempo. La seconda riguarda le donazioni e, in particolare, le eccedenze alimentari, fondamentali per garantire continuità ai market solidali.

La terza è rivolta direttamente alle persone e alle famiglie che stanno attraversando un momento difficile. Chiedere aiuto non deve essere l’ultima possibilità, quando ormai i problemi sono diventati insostenibili. In una fase storica nella quale aumentano le persone che improvvisamente si scoprono fragili, una difficoltà economica può riguardare famiglie molto diverse tra loro. Caritas vuole esserci prima che sia troppo tardi: a partire magari da una semplice spesa, per provare poi a costruire insieme una strada possibile.