Casa Sant’Angela si riapre. Approvata la convenzione Comune-Diocesi
Comunicato Stampa Comune di Verona
La Giunta comunale ha approvato la convenzione per il cambio d’uso temporaneo richiesto dalla Diocesi di Verona in relazione ad una porzione del compendio denominato “Palazzo Guarienti”, ex Casa Sant’Angela, situato in via Sant’Angela Merici nn. 2/4/6/8, vicolo Vento n. 1 e vicolo Torcoletto n. 18.
L’utilizzo con modesti interventi interni, autorizzato dalla Soprintendenza trattandosi di compendio in parte interessato da vincolo monumentale, consentirà attività di social housing, con co-housing sociale per diverse categorie di fruitori.
La convenzione, redatta secondo il modello approvato con deliberazione del Consiglio comunale n. 48 del 23 settembre 2021 e acquisita agli atti il 27 luglio 2026, avrà una durata di tre anni. Il termine potrà essere prorogato su motivata istanza da presentare almeno sessanta giorni prima della scadenza, con successiva deliberazione della Giunta comunale.
“Siamo grati e soddisfatti di aver potuto condividere l’iniziativa sociale della Diocesi di Verona, che si propone di offrire accoglienza a persone con fragilità di diversa natura, unite dalla urgente necessità di un luogo da abitare, di un luogo dove stare in pace, per cominciare o ricominciare a vivere nella nostra città senza l’angoscia della mancanza di un letto e di un tetto; una goccia nel mare dell’emergenza abitativa che, come amministrazione comunale, siamo chiamati ad affrontare con tutti gli strumenti che l’ordinamento giuridico ci offre” commenta la vicesindaca con delega all’edilizia privata, Barbara Bissoli.
“La casa non è solo un riparo fisico, – aggiunge l’assessora alle Politiche sociali e al Terzo settore, Luisa Ceni – ma è il punto di partenza per l’integrazione delle persone vulnerabili. Senza stabilità abitativa non può esistere coesione sociale. Risolvere l’emergenza abitativa significa investire sul benessere di tutta la comunità, e per farlo serve un’azione congiunta tra le istituzioni e i soggetti del territorio che già oggi si spendono concretamente su questo fronte, a partire dall’impegno della Curia che collabora attivamente con noi ed è parte attiva nel sostenere i bisogni di chi si trova in condizioni di fragilità.”
