Una corsa che ha attraversato la solidarietà: 50 chilometri alla scoperta delle case Caritas
Non è stata soltanto una staffetta e nemmeno soltanto una corsa. Sabato 19 settembre Verona è stata attraversata da un percorso di 50 chilometri pensato per mettere in collegamento luoghi, persone e storie che fanno parte della rete quotidiana di Caritas Diocesana Veronese. Dieci tappe, con partenza dal Vescovado e arrivo nuovamente nello stesso luogo, per chiudere simbolicamente un cerchio che ha attraversato alcune delle case nelle quali ogni giorno vengono accolte e accompagnate persone che stanno vivendo un momento di difficoltà.
CHI HA PARTECIPATO
L’iniziativa ha coinvolto gli iscritti alla run community di Caritas Verona, ma era aperta anche a corridori, run club e a chiunque aveva voglia di partecipare. Tra loro anche Zakaria, giovane ragazzo accolto da Caritas nel progetto di Casa Sant’Angela, intervistato appena finita la sua tappa.
“Abbiamo appena finito ed è stata davvero una bellissima esperienza. Mi sono divertito molto durante la corsa, mi sono goduto i paesaggi e soprattutto la compagnia dei ragazzi. Sono stati tutti bravissimi, simpatici e pieni di allegria. Mi ha fatto davvero piacere correre e passare questo tempo insieme a loro. Grazie di cuore per avermi invitato e per avermi dato la possibilità di partecipare. Voglio approfittare anche di questa bella occasione per ringraziare Caritas sinceramente per la fiducia che avete avuto in me, per l’alloggio e per tutta la disponibilità che avete sempre dimostrato nei miei confronti. Grazie ancora di cuore per tutto”.
LO SPIRITO DELL’INIZIATIVA
Le case di accoglienza hanno rappresentato il cuore dell’iniziativa. I punti di cambio non sono stati semplici luoghi nei quali terminare una frazione e cominciarne un’altra, ma si è vissuta proprio l’esperienza all’interno di alcune delle strutture di accoglienza di Caritas presenti sul territorio. In alcuni casi, all’arrivo dei partecipanti, operatori Caritas, ospiti e volontari hanno preparato un piccolo ristoro ed è stata l’occasione per i corridori di fermarsi, entrare, conoscere il luogo e scoprire ciò che vi accade ogni giorno.
La corsa è diventata così un modo diverso per attraversare Verona. Accanto alla città più conosciuta ce n’è infatti un’altra fatta di porte che si aprono ogni giorno, di persone accolte, operatori e volontari, relazioni e percorsi di ripartenza. Luoghi che spesso si incontrano percorrendo normalmente le strade cittadine senza sapere cosa custodiscano. Per un pomeriggio sono state proprio queste case a scandire il percorso e i tempi della staffetta.

ACCANTO ALLA CORSA: LA BENEFICIENZA
Alla dimensione dell’incontro se ne è aggiunta poi una molto concreta. La staffetta è stata (ed è tuttora) accompagnata da una raccolta fondi destinata ai kit scuola distribuiti attraverso gli Empori della Solidarietà di Caritas Verona.
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L’inizio dell’anno scolastico rappresenta infatti un momento particolarmente impegnativo per tante famiglie. Zaini, quaderni, astucci e materiale didattico sono spese normali per molti, ma possono diventare un ostacolo importante quando il bilancio familiare è già fragile. Garantire a bambini e ragazzi ciò che serve per andare a scuola significa contribuire a offrire loro le stesse possibilità di apprendimento e partecipazione dei coetanei, indipendentemente dalla condizione economica della famiglia.
Ogni anno Caritas Verona distribuisce attraverso la rete degli Empori più di mille kit scolastici. La corsa del 19 settembre vuole contribuire anche a questo impegno, trasformando simbolicamente ogni chilometro percorso in un pezzo di quaderno, uno zaino, un astuccio o uno degli strumenti necessari per cominciare la scuola senza sentirsi diversi dagli altri.
E ALLA FINE DI TUTTO? LA CENA!
Alla fine di tutto è stata organizzata una risottata tutti insieme alla presenza del vescovo di Verona, mons. Domenico Pompili. Una cena aperta a tutti: corridori, amici e sostenitori e chi ha fatto il tifo lungo il percorso.
Una giornata indimenticabile. Cinquanta chilometri, dunque, per unire idealmente luoghi che durante tutto l’anno accolgono, ascoltano e accompagnano. Una staffetta nella quale il testimone è passato di mano in mano, ma nella quale il traguardo non è stato arrivare per primi. Ma bensì conoscere un pezzo di città che spesso rimane nascosto, entrare nelle sue case, incontrarne le persone e, correndo insieme, contribuire a sostenere chi sta affrontando un tratto di strada più difficile.

















