Teatro, musica e cicale
Formatrice Teatro: Ti sei svegliata bene stamattina?
Victory: Sì.
Formatrice Teatro: Hai fatto le treccine per caso?
Victory: Ma certo. Eh eh
Formatrice Teatro: Sono molto belle queste treccine.
Victory: Ma grazie mille!
Formatrice Teatro: Ma prego. Ma grazie a lei. Allora, volevo chiederle, ma signorina Victory, lei quando è venuta la prima volta a fare teatro, cosa immaginava di preciso di fare? Non quello che abbiamo fatto, quello che ti immaginavi… Che cos’era per te il teatro prima di sperimentarlo?
Victory: Il pongo.
Formatrice Teatro: Il pongo? Quindi prima…
Victory: Il pongo alla fragola.
Formatrice Teatro: Wow! Quindi per te il teatro corrispondeva al pongo, gusto fragola o color di fragola?
Victory: Colore!
Formatrice Teatro: E quindi pensavi di maneggiare del pongo. Ah, ho capito. E invece noi abbiamo maneggiato del pongo in questi giorni?
Victory: No, no.
Formatrice Teatro: Abbiamo… Cosa abbiamo fatto?
Victory: Abbiamo disegnato eh un mostro.
Formatrice Teatro: Sì. E come si chiama il mostro?
Victory: Il Minotauro.
Formatrice Teatro: E poi l’abbiamo fatta la scena del minotauro. Ti ricordi che l’abbiamo messa in scena che tu eri la principessa e Noa cosa faceva invece?
Victory: Il principe.
Formatrice Teatro: E chi è che faceva il mostro?
Victory: Lo facevi tu il mostro!
Questo dialogo racconta la complicità, il clima di gioco, la dimensione scherzosa dei laboratori di teatro per bambini che si sono tenuti nelle case di accoglienza di Rete Donna durante i mesi estivi.
Sotto gli alberi del cortile di Casa Braccia Aperte e nelle ariose sale di Protezione della Giovane, i piccoli partecipanti hanno potuto avere un po’ di sollievo dalla calura di luglio e agosto e avventurarsi in mondi fantasiosi, creare scenografie, impersonare personaggi mitologici, animali, mostri.
C’è chi l’ha fatto con estrema naturalezza, chi ha dovuto superare il muro della timidezza, chi si è appoggiata all’amica per lasciarsi andare all’interpretazione del personaggio assegnato.
Al teatro sono state associate anche alcune sperimentazioni musicali. I cortili e le stanze hanno risuonato di melodie e risate infantili, che si sono mescolate al canto delle cicale nei lenti pomeriggi estivi. I bambini e le bambine coinvolte hanno potuto scoprire nuovi linguaggi e metterli in scena davanti ai loro genitori, fratelli e amici in occasione dei piccoli spettacoli di chiusura costruiti durante i laboratori.
Queste esperienze sono state significative perché per molti si trattava del primo contatto con il mondo dell’arte. Inoltre, le proposte laboratoriali hanno permesso di contrastare efficacemente il fenomeno del “summer learning loss” la perdita di conoscenze e competenze durante la lunga pausa estiva, offrendo ai bambini e alle bambine la possibilità di acquisire nuove competenze, di vivere occasioni di socialità e opportunità di crescita.
