Nasce a Verona CER.S.I.EI.

CER.S.I.EI.: un patto territoriale tra Chiesa, opere sociali, famiglie e imprese

Nasce a Verona la Fondazione CER.S.I.EI.: una Comunità Energetica Rinnovabile che rappresenta anche un nuovo patto territoriale tra Chiesa, opere sociali, famiglie, imprese e comunità locali. L’obiettivo è di trasformare la transizione energetica in uno strumento permanente di inclusione sociale, tutela delle persone vulnerabili e cura del creato attraverso progetti concreti.

I Fondatori promotori sono Diocesi di Verona, Istituto per il Sostentamento del Clero di Verona, Caritas Veronese, Fondazione Gobetti ETS, Fondazione Casa San Giuseppe ETS, Fondazione Poverette Casa di Nazareth, Fondazione Pia Opera Ciccarelli ETS, Fondazione Piccola Fraternità Lessinia ETS, Fondazione Opera Famiglia Canossiana Nuova Primavera ETS, Fondazione Edulife ETS. La Fondazione rimane aperta a nuovi ingressi, anche come partecipanti produttori o consumatori.

Il senso
Spiega Tomas Chiaramonte, coordinatore operativo del progetto:
«Si è costituita una squadra forte e coesa, fatta di enti diversificati, legati ai territori e in grado di rappresentare molteplici sensibilità di entità grandi, medie e piccole, oltre che di unire tre grandi patrimoni. Il primo è quello della missione pastorale, maturata in centinaia di anni di prossimità alle persone e alle comunità. Il secondo è rappresentato dalla straordinaria esperienza nella cura della vulnerabilità, che ogni giorno si traduce nell’accompagnamento di anziani, persone con disabilità, minori, famiglie fragili e persone in condizioni di marginalità. Un patrimonio di Enti energivori che spesso, in particolare negli ultimi anni, si è tradotto in capacità di trasformazione culturale e rigenerazione delle comunità in cui operano. Il terzo è costituito dalla disponibilità di superfici, strutture e patrimoni immobiliari diffusi sul territorio, che possono diventare infrastrutture energetiche al servizio del bene comune».

Le radici
La Fondazione è il frutto di oltre due anni di studio e analisi incrociate sviluppate all’interno del network etico di ADOA (Associazione Diocesana Opere Assistenziali della Diocesi di Verona) con la collaborazione tecnica di Magis Energia, in stretta sinergia con la Chiesa di Verona e con Caritas diocesana veronese. Presidente di CER.S.I.EI. è mons. Osvaldo Checchini che, nella conferenza stampa di presentazione, citando il Cantico delle Creature di san Francesco ha parlato di uno sguardo nuovo che questa Fondazione vuole testimoniare «sul creato, sulle persone, sulla realtà che ci circonda; uno sguardo per certi versi profetico che guarda al presente, cammina nell’oggi, ma ha una prospettiva futura ampia e significativa».

Le parole del Vescovo
Il vescovo di Verona, mons. Domenico Pompili ha aggiunto: «In questo momento storico è necessario convertire la nostra maniera di consumare e di produrre energia, perché le risorse non sono infinite. L’emergenza energetica apre in questo caso a una prospettiva ancora più interessante perché diventa occasione di aprirsi alla dimensione sociale, in quanto gli utili saranno reinvestiti in opere legate a questo settore».

Le parole del direttore di Caritas Veronese
Don Matteo Malosto, direttore di Caritas Veronese:
“La peculiarità di questa comunità è che è sociale: il profitto viene investito nel sociale e corrisponde dunque pienamente alla visione della “Laudato sì” e dell’economia integrale. C’è quindi un nesso profondo nel male tra il cambiamento climatico e la sofferenza a livello sociale delle persone: abbiamo dunque la possibilità di rispondere costruendo dei nessi virtuosi che mettano insieme e in sinergia l’opera che si fa per il clima, per l’ambiente, per il creato e per la sua custodia e la custodia delle persone che lo abitano che è la più alta delle forme della creazione”

Solidarietà e replicabilità
Le caratteristiche peculiari della Fondazione la rendono un modello territoriale replicabile, capace di essere adottato da altre Chiese locali italiane. La possibilità a più lungo termine è di costruire una rete interdiocesana coordinata, nella quale diverse diocesi possano condividere strumenti, investimenti, competenze e buone pratiche, sviluppando un grande progetto nazionale di ecologia integrale, autonomia energetica e attenzione alle vulnerabilità. Anche don Claudio Francesconi, economo della Conferenza episcopale italiana, è favorevole all’iniziativa: «Colpisce la capacità di questo progetto di tenere insieme vari enti e aspetti in un modello giuridico aperto e quindi capace di coinvolgere molteplici soggetti in una governance chiaramente ecclesiale. È una proposta che nasce dal territorio e rimane profondamente ancorata ad esso, ma lascia intravedere una possibilità di sviluppo più ampio, una buona pratica che può aprire a forme di coordinamento a più Diocesi a livello nazionale. Un altro aspetto particolarmente significativo è il modo in cui l’energia viene interpretata, quindi non solo una risorsa tecnica ed economica, ma come occasione di relazione e di giustizia, in quanto si va a includere la povertà energetica e persone svantaggiate che potranno beneficiare di tutto questo. Un impianto energetico, in questo senso, potrà diventare un esempio, un modo concreto per dare forma all’ecologia integrata di cui parlava papa Francesco. È interessante anche vedere come questo progetto non si limiti alla dimensione operativa, ma voglia essere uno spazio culturale formativo capace di svolgere scuole, giovani, territori in un percorso di educazione all’ecologia integrale. Ci auguriamo che possa diventare un laboratorio da osservare, da cui imparare e eventualmente da cui lasciarsi ispirare; dal nostro punto di vista accompagniamo con grande attenzione, con stima e siamo desiderosi di vedere come questo seme potrà crescere e portare frutto».