Le periferie raccontate da chi le vive: online il nuovo spot “Organizziamo la speranza”
Le periferie non sono soltanto il luogo delle difficoltà, del disagio o delle emergenze sociali. Sono anche spazi di relazioni, crescita, creatività e futuro. Da questa convinzione, in occasione della Giornata delle Periferie (24 giugno) nasce il nuovo spot animato realizzato nell’ambito dell’iniziativa “Organizziamo la speranza”, promosso insieme alla Scuola Italiana di Comix e allo scrittore e autore Claudio Morici, con l’obiettivo di ribaltare i luoghi comuni che spesso accompagnano il racconto delle periferie.
Il video propone uno sguardo diverso, dando voce a chi questi territori li vive ogni giorno: ragazze e ragazzi, comunità educanti, educatori, famiglie e realtà sociali che, spesso lontano dai riflettori, costruiscono opportunità, legami e percorsi di cambiamento. Un racconto che supera stereotipi e semplificazioni per restituire un’immagine più autentica e completa delle periferie, fatta certamente di sfide, ma anche di energie, talenti e possibilità.
L’iniziativa si inserisce nel percorso promosso da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile e rappresenta un invito a guardare questi luoghi con occhi nuovi, riconoscendo il valore delle persone e delle esperienze che li abitano.
Caritas Verona collabora con l’associazione Con i Bambini nel progetto “Liberi di crescere“, dedicato a minori figli di detenuti e ai nuclei familiari che di riflesso vivono l’esperienza di detenzione di un parente stretto.
Guardare le periferie da una nuova prospettiva significa riconoscere che il cambiamento è già in atto e che la speranza non è un concetto astratto, ma qualcosa che si costruisce concretamente attraverso l’impegno delle comunità e delle persone che le abitano.
🎥 Guarda il video su YouTube:
Un invito a lasciarsi interrogare da uno sguardo nuovo e a diventare parte di una narrazione più vera, capace di raccontare non soltanto ciò che manca, ma soprattutto ciò che cresce, si costruisce e genera futuro.
