“Migranti e comunità che accolgono: messaggeri di speranza”
“Il contesto mondiale attuale è tristemente segnato da guerre, violenze, ingiustizie e fenomeni meteorologici estremi, che obbligano milioni di persone a lasciare la loro terra d’origine per cercare rifugio altrove”. Lo scrive Papa Leone XIV nel Messaggio per la 111a Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato del 4 e 5 ottobre 2025, in occasione del Giubileo del Migrante e del Mondo Missionario, sul tema: “Migranti, missionari di speranza”.
“In un mondo oscurato da guerre e ingiustizie, anche lì dove tutto sembra perduto, i migranti e i rifugiati si ergono a messaggeri di speranza”, sottolinea il pontefice. “Dall’altro lato, anche le comunità che li accolgono possono essere una testimonianza viva di speranza. Speranza intesa come promessa di un presente e di un futuro in cui sia riconosciuta la dignità di tutti come figli di Dio”.
“In tal modo – scrive Leone XIV – migranti e rifugiati sono riconosciuti come fratelli e sorelle, parte di una famiglia in cui possono esprimere i loro talenti e partecipare pienamente alla vita comunitaria”.
È in queste parole che si incarna lo spirito di Caritas diocesana veronese che oggi accoglie richiedenti asilo e rifugiati in 29 comunità parrocchiali, che rappresentano parrocchie singole, o anche unità pastorali, ma soprattutto persone: volontari di ogni età, compresi sacerdoti e religiosi, che si fanno prossimi dei migranti e mettono a disposizione una casa, del tempo, la loro disponibilità, affiancando Caritas nel lavoro quotidiano con le persone accolte. Per farle sentire meno sole e aiutarle ad integrarsi nella comunità. E, come dice il pontefice, “essere testimonianza viva di speranza”.
