L’approfondimento. La razza non esiste, il razzismo sì
Dal 14 al 22 marzo 2026 si svolge in Italia la XXII Settimana di azione contro il razzismo, promossa dall’UNAR – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale del 21 marzo.
Si tratta di un appuntamento ormai consolidato che coinvolge istituzioni, associazioni, scuole e realtà del terzo settore con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi della parità, del rispetto reciproco e della valorizzazione delle differenze.
Il significato del 21 marzo
Il momento centrale della settimana è rappresentato dal 21 marzo, data in cui si celebra la Giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale.
La ricorrenza è stata istituita dalle Nazioni Unite per ricordare il massacro di Sharpeville, avvenuto nel 1960 in Sudafrica, quando la polizia aprì il fuoco su una manifestazione pacifica contro le leggi dell’apartheid, uccidendo 69 persone.
Quell’evento tragico è diventato nel tempo un simbolo della lotta contro ogni forma di razzismo e discriminazione, ricordando alla comunità internazionale l’urgenza di difendere i diritti umani e la dignità di ogni persona.
L’impegno dell’Europa contro il razzismo
Il tema del contrasto alle discriminazioni razziali è oggi al centro anche delle politiche europee.
Nel gennaio 2026 l’Unione Europea ha lanciato una nuova strategia per un’Europa libera dal razzismo, rafforzando le azioni di prevenzione e contrasto contro le discriminazioni e l’incitamento all’odio. L’obiettivo è promuovere società più inclusive, capaci di riconoscere e valorizzare la diversità come una ricchezza.
L’impegno di Caritas
Il contrasto al razzismo è da sempre parte integrante dell’impegno della Caritas, che lavora quotidianamente per costruire comunità più giuste e fraterne, fondate sulla dignità di ogni persona.
Attraverso i servizi di accoglienza, i progetti di inclusione sociale e le attività di sensibilizzazione nei territori, Caritas promuove una cultura dell’incontro e della solidarietà, contrastando ogni forma di discriminazione.
Come ricordava Papa Francesco, il razzismo è un “virus che muta facilmente e invece di scomparire si nasconde, ma è sempre in agguato”. Per questo è necessario continuare a vigilare, educare e promuovere una cultura della fraternità.
Una responsabilità di tutti
La Settimana di azione contro il razzismo ricorda che la costruzione di una società inclusiva non riguarda solo le istituzioni, ma coinvolge ogni persona e ogni comunità.
Significa imparare a riconoscere e contrastare i linguaggi di odio, promuovere il dialogo tra culture e religioni diverse, valorizzare le differenze come una risorsa e non come una minaccia.
Perché, come spesso viene ricordato nelle campagne di sensibilizzazione contro le discriminazioni, la razza non esiste, ma il razzismo sì. Ed è proprio contro questa realtà che occorre continuare a impegnarsi, ogni giorno.
