Dalla reclusione alla libertà: 15 anni di Esodo tra giustizia e speranza
Quindici anni di cammino, di volti incontrati, di storie che hanno trovato una seconda possibilità. Si è svolto questa mattina a Verona l’incontro dedicato ai 15 anni del progetto Esodo, una realtà che nel tempo ha saputo costruire percorsi concreti di accompagnamento per persone coinvolte nel sistema penale, mettendo al centro la dignità della persona e la possibilità di ricominciare.
Un momento di restituzione e di riflessione condivisa, che ha visto la partecipazione di istituzioni, operatori, volontari e rappresentanti del territorio, insieme per raccontare un’esperienza che in questi anni è cresciuta grazie al lavoro in rete e al sostegno di Fondazione Cariverona, che ha creduto e continua a credere nel progetto.
I numeri raccontano un impegno significativo: migliaia di persone accompagnate, percorsi di accoglienza, formazione e inserimento lavorativo, con uno sguardo sempre attento non solo alla risposta ai bisogni, ma alla costruzione di opportunità reali di reinserimento sociale.



Ma più dei numeri, sono le parole e le testimonianze ad aver segnato la mattinata. «Non dimenticare ciò che è stato, ma non circoscrivere mai la persona in ciò che ha compiuto. Esodo è l’esempio di questo ideale», ha sottolineato il vescovo di Verona, mons. Domenico Pompili, richiamando la necessità di uno sguardo capace di andare oltre l’errore.
Sulla stessa linea anche l’intervento dell’avvocata Irma Conti, garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà: «Non detenuti, ma persone. Da recuperare senza pregiudizi. E che sono parte integrante della nostra società. Esodo è un metodo e un’opportunità di speranza».
Un percorso che, come ha ricordato Alessandro Ongaro, segretario della Fondazione Esodo, è fatto di crescita e cambiamento: «15 anni di enti, reti, istituzioni, risorse, ma anche di prassi e interventi che hanno contribuito a trasformare lo sguardo dell’opinione pubblica e dei media».
Particolarmente toccante il video che ha raccolto le testimonianze di persone detenute e degli operatori impegnati nei percorsi di accompagnamento: storie concrete, segnate da fragilità ma anche da possibilità di riscatto. Da questo link è possibile scaricare il video.
A conclusione dell’incontro, un momento di riconoscimento per i direttori delle Caritas coinvolte nel progetto, tra cui don Matteo Malosto ed Elisa Castioni per Caritas Verona. A ciascuno è stata consegnata una targa realizzata dagli ospiti del carcere di Verona: un segno semplice ma carico di significato, capace di raccontare il senso profondo di un cammino che continua.
Quindici anni dopo, Esodo resta un segno concreto di come sia possibile costruire percorsi di giustizia che non si fermano alla pena, ma aprono alla responsabilità, alla relazione e alla speranza.



In allegato anche il report che traccia il bilancio di questi 15 anni di attività e il messaggio inviato dal Segretario di Stato Vaticano, Cardinale Pietro Parolin, tramite il quale Papa Leone XIV ha voluto porgere il proprio saluto a tutti i presenti.
