Caritas, Comune, Agec e Terzo Settore: tutti uniti per l’emergenza abitativa

Per l’Avvento 2025, Caritas ha scelto di lanciare un allarme su una delle grandi piaghe che affliggono in questo tempo la società: l’emergenza abitativa. A Verona e provincia ci sono tante categorie di persone accomunate dal bisogno di una casa dignitosa e sicura e pertanto la Chiesa di Verona ha scelto, per mezzo della sua Caritas, di costituire un fondo permanente per il contrasto a tale emergenza abitativa per il consolidamento dei progetti esistenti e con ulteriori finalità, come ad esempio garantire nuove soluzioni abitative e costruire nuove progettualità, aiutare le persone che faticano a pagare affitto e bollette, recuperare strutture diocesane da dedicare all’accoglienza, sviluppare vari percorsi di autonomia. (VEDI LINK AL PROGETTO “AVVENTO DI CARITA’ 2025)

In questo contesto si inserisce un nuovo progetto che unisce il Comune di Verona, Agec e un’Associazione temporanea di scopo (Ats) formata da varie organizzazioni del terzo settore e che vede come capofila la coop. di Caritas, Il Samaritano. Da tutti questi protagonisti è stato sottoscritto un protocollo per affrontare l’emergenza abitativa in città. L’accordo permette di recuperare e rendere nuovamente disponibili alloggi Agec, oggi sfitti perché necessitano di manutenzione che ne impediscono l’uso: saranno destinate a persone e famiglie che hanno difficoltà a far fronte agli affitti ai canoni di mercato.

Oltre a Caritas, le associazioni che fanno parte di questa Ats sono: D-Hub, Sulle Orme, Il Casolare, Comunità dei giovani “Oltre il Confine”, One Bridge Toets, Osservatorio di comunità, Ricerca e azione per promuovere i diritti e i doveri sociali, Multiforme onlus, S.O.S. Casa, Energie Sociali, Comunità dei Giovani, Opera Famiglia Canossiana Nuova Primavera, L’Albero, Milonga, La Casa per gli immigrati e Fondazione Don Calabria.

Ad oggi sono circa 110 gli appartamenti Agec che richiedono interventi significativi e che, in assenza di risorse pubbliche sufficienti, rischierebbero di rimanere inutilizzati per anni. Il protocollo offre una risposta concreta al problema casa, mettendo in rete Comune, Agec e questo ampio partenariato del terzo settore cittadino, con l’obiettivo di ridurre gli edifici sfitti e fornire soluzioni abitative a famiglie in difficoltà.

È una prima risposta all’emergenza abitativa che attanaglia la nostra società. Concretamente l’Ats delle associazioni del terzo settore si occuperà dei lavori di ristrutturazione degli alloggi a proprie spese. I costi sostenuti saranno compensati con il canone di locazione, come previsto dal regolamento Agec. Una volta ristrutturati, gli appartamenti saranno assegnati temporaneamente a nuclei in emergenza abitativa selezionati da un’equipe congiunta formata da Comune e ATS, che valuterà priorità, bisogni e sostenibilità delle soluzioni individuate. Chiaramente Agec manterrà il ruolo di proprietario e locatore, mentre l’Ats gestirà la relazione con gli inquilini finali, garantendo conduzione corretta degli alloggi, manutenzione e, se necessario, percorsi di accompagnamento sociale.
Il protocollo è già esecutivo, vista l’urgenza di agire sul fenomeno crescente dell’emergenza abitativa. Comune e Agec, con il supporto dell’Agenzia sociale per l’abitare, monitoreranno periodicamente il fabbisogno, le disponibilità e l’avanzamento dei lavori per garantire un utilizzo efficiente degli alloggi e un aiuto concreto alle persone più esposte.