16 maggio. È tempo di Assemblea diocesana

Sono circa 2.700 i rappresentanti delle varie comunità e aggregazioni cattoliche veronesi che sono presenti all’Assemblea diocesana di sabato 16 maggio presso il Palariso di Isola della Scala. Il programma prevede, dalle 9.00, una prima parte con accoglienza, introduzione alla giornata e al percorso, momento di preghiera e intervento del vescovo Domenico Pompili; dalle 10.30 il lavoro sul Documento dell’Assemblea, prima e dopo il pasto fissato per le 12.30; nel pomeriggio le conclusioni affidate al Vescovo.

Introduzione del vescovo 

Siamo qui per una domanda che muove la Chiesa dal secolo scorso. Non dobbiamo fare un’altra Chiesa, ma una Chiesa diversa.

A distanza di 80 anni siamo qui ancora a confrontarci, perché il mondo è cambiato in profondità e con esso le condizioni in cui il vangelo va affrontato e vissuto.

Quattro le sfide di oggi:

INIQUITÀ

Nonostante tanti processi rivoluzionari, l’iniquità è ancora tanto presente, c’è la cultura dello scarto e l’idolatria del denaro, persone di serie A e B. Un sistema che mette a dura prova il tessuto comunitario.

CONSUMISMO

Presente anche nella nostra terra che ha conosciuto una crescita esponenziale del benesse e una crisi di famiglia, chiesa, scuola, pilastri della comunità.

Anche qui, il reale cede il posto all’apparenza.

RIVOLUZIONE DIGITALE

Rivoluzione reale, che schiaccia sul presente, ci riguarda tutti, ha cambiato il modo di pensare e la qualità delle relazioni.

RISPUNTARE DI UN SACRO AGGRESSIVO E INDIVIDUALISTICO

Si va sempre più verso la privatizzazione della fede e la strumentalizzazione politica. Una sorta di ritorno di fiamma a questo senso del sacro molto lontano dalla verità.

La cultura siamo noi, quello che respiriamo e ciò in cui siamo inseriti.

In tutto questo scenario il cristianesimo è diventato irrilevante, molti preti esprimono la loro delusione ma anche tanti laici sentono una fede destinata a soccombere.

Però è anche forse un momento in cui possiamo convertire questo negativisimo in una chance!

Proprio quando nessuno si aspetta qualcosa da noi ecco che può uscire una voce che va contro il “si è sempre fatto così”.

Andiamo quindi incontro ad una Chiesa diversa, troviamo il coraggio per una nuova immaginazione del possibile! 

Papa Leone ci ha detto: “Guardate al domani con serenità, non abbiate paura di fare. Fate scelte coraggiose: nessuno vi può impedire di stare vicino alla gente e camminare con gli ultimi”

Sono grato a tutti coloro che hanno lavorato in questi mesi per arrivare a questa assemblea. Da quel 7 giugno dello scorso anno abbiamo fatto insieme un cammino. Il cammino delle Chiese italiane chiama pure quella di Verona a fare una scelta tanto attesa e mai compiuta.

I punti su cui si è subito dibattuto sono stati:

– Cambiamento della formazione all’iniziazione cristiana

– Formazione missionaria dei battezzati (scelta missionaria quotidiana)

– Corresponsabilità nella guida della chiesa

Tre questioni rilevanti seppur in piccola voce:

-Donne

-Persone non accolte nella chiesa

-Canone che prevede in alcuni casi che il vescovo possa nominare laici alla guida di una parrocchia sotto supervisione 

Le fonti

– Lettere del vescovo

– Gruppo pilota di Bussolengo guidato da don Diego

– cabina di regia che ha dato ordine a ciò che è stato raccolto

Sono stati individuate 4 macro aree

– spiritualità

– formazione

– testimonianza

– prossimità

Le proposte emerse per ogni area si trovano A QUESTO LINK

Con questa assemblea diocesana intendiamo trasformare ciò che è stato condiviso in linee concrete.

Il Documento dell’Assemblea

Il Documento su cui verte il lavoro raccoglie il frutto delle Assemblee vicariali, che vede la conferma dei due compiti della Chiesa, già indicati dal Sinodo nazionale: l’annuncio e la prossimità.

Per quanto riguarda il primo ambito, il discernimento vicariale ha fatto emergere che quanto oggi interpella le comunità non consiste tanto nell’aggiunta di nuove attività, quanto nell’esigenza che ogni attività pastorale trovi sorgente e finalità nella relazione con il Signore e nello stile fraterno: a questo proposito, le Assemblee hanno individuato nella spiritualità e nella formazione due dimensioni essenziali.

Per quanto riguarda la prossimità, il discernimento vicariale ha fatto emerge due grandi dimensioni: l’importanza dell’accoglienza e della cura, in particolare verso la fragilità e la marginalità; l’impegno verso una reale apertura e collaborazione con il territorio.

Il lavoro dell’Assemblea

I partecipanti sono suddivisi in tavoli di lavoro, rigorosamente tondi per facilitare il dialogo, ognuno con 8/9 delegati e un facilitatore, che è stato formato a questo compito. Tutti hanno tra le mani – in anteprima già da alcuni giorni e poi ufficialmente in Assemblea – quattro schede riportanti per ogni area pastorale una serie di affermazioni progressivamente numerate, le cosiddette propositiones. Su queste esprimeranno la loro preferenza votando la proposizione che ciascuno in coscienza ritiene più opportuna ed urgente. Il metodo, già sperimentato dal Gruppo di lavoro, prevede un processo di discernimento e una votazione di preferenza attraverso una piattaforma online: tutti i voti di ogni facilitatore e delegato saranno raccolti e andranno a indicare le priorità scelte dall’Assemblea.

Resta aggiornato consultando la pagina dedicata sul sito Chiesadiverona: