Uscire dall’indifferenza, perché ogni giorno è l’8 marzo
Una serata fatta di storie, volti, parole e silenzi. Una serata per fermarsi ad ascoltare.
“È sempre l’8 marzo – Uscire dall’indifferenza” è stato un incontro nato dalla collaborazione tra diversi enti del territorio veronese impegnati nell’accoglienza e nel sostegno di donne in situazione di fragilità.
L’iniziativa, promossa dall’Ambito diocesano della Prossimità, dal Comune di Verona insieme a Caritas Diocesana Veronese, Centro Aiuto Vita, Fondazione Canossiana Nuova Primavera e Associazione Protezione della Giovane, si è svolta presso l’Università di Verona, riunendo operatori, volontari, cittadinanza e istituzioni attorno a un tema che interpella tutta la comunità.
Al centro della serata, le vite di tante donne che oggi abitano o hanno abitato le strutture di accoglienza della città: storie di fatica e di rinascita, di sogni custoditi e spesso messi alla prova, di delusioni ma anche di piccoli e grandi traguardi raggiunti. Racconti che hanno dato voce a una realtà spesso invisibile, ma profondamente presente nel tessuto sociale.
«Tante donne e tanti bambini hanno bussato alle porte del Comune perché senza casa – ha ricordato l’assessora alle politiche sociali del Comune di Verona, Luisa Ceni –. Una rete tra associazioni, come quelle che hanno organizzato questo evento, e enti pubblici è un patto di comunità fondamentale per il bene di tutti». Parole che richiamano con forza la necessità di un impegno condiviso, capace di superare l’indifferenza e costruire percorsi di accoglienza e accompagnamento.
A rendere ancora più intensa la serata, gli inframmezzi artistici che hanno accompagnato i racconti: il violino di Elisabetta Gerosa, il canto di Giovanni Signorato, la danza di Maria Agnes Gomis e le poesie in arabo e italiano di Jamila. Linguaggi diversi, uniti nel dare forma ed emozione alle storie ascoltate.
L’incontro ha rappresentato un segno concreto di come il lavoro in rete tra realtà del territorio possa generare spazi di ascolto, consapevolezza e responsabilità condivisa. Perché l’8 marzo non sia solo una ricorrenza, ma un impegno quotidiano a riconoscere, accogliere e sostenere la dignità di ogni donna.



