“Ricchi sempre più ricchi, poveri sempre più poveri”

In questi giorni a Verona si sta sollevando la questione dei lavavetri ai semafori. Don Matteo Malosto, direttore di Caritas diocesana, è voluto intervenire sul tema ponendo due importanti spunti di riflessione.

«Condivido l’invito del Comune a prestare attenzione perché, di fatto, talvolta si va a sostenere un vero e proprio racket che sta alla base di questo modo di chiedere elemosina e stare in strada. Seppur in buona fede, si rischia di alimentare qualcosa di sbagliato. Molto spesso le persone che chiedono l’elemosina sono le prime vittime di questo racket: sono convinto che ci deve essere una forma di accompagnamento, dove è possibile, verso forme di sostegno di carità diverse».

«Alla città che si indigna tanto, mi piacerebbe inoltre ricordare due cose. In primis il fatto che talvolta parliamo delle persone come se non fossero persone: i toni che usiamo non sono condivisi da me quando non si parte dal fatto che queste sono prima di tutto persone. E che il fenomeno di cui parliamo è molto più complesso di come lo immaginiamo. Invito quindi alla prudenza nei giudizi perché per quanto sbagliato non si tratta di dinamiche lineari e di facile lettura. Questo manca nel dibattito cittadino: non si fa riferimento al fatto che sono persone con la loro dignità anche se magari stanno sbagliando».

«In seconda battuta, a chi si indigna molto, l’invito è a fare di più. Con le ricchezze in sé che porta Verona potrebbe esserci maggiore giustizia: non guasterebbe anche un po’ di indignazione per il fatto che ci sono persone che stanno sempre meglio e ci sono persone che stanno sempre peggio. Ingiusta diversità tra i diversi strati della nostra popolazione. La solidarietà dovrebbe portare un po’ alla volta a ridurre questa forbice sociale».