La cena condivisa a S.Elisabetta: un momento di festa e animazione

Da qualche anno, una volta al mese, nel condominio Casa Santa Elisabetta c’è una cena condivisa, a cui partecipano donne e bambini, operatrici e volontarie. È un nuovo strumento di animazione dell’Officina Culturale nel contesto di housing.

L’idea è nata dal desiderio di creare un momento di convivialità, in cui sperimentare nuove forme di scambio, tessere relazioni di fiducia e scoprire storie e passioni di chi abita la casa.

In questo contesto, il cibo è simbolo e veicolo di molti significati e suggestioni. Ogni cena è preceduta da un laboratorio di cucina in cui a turno una delle donne propone una pietanza in cui mette qualcosa di sé, crea un racconto, fa emergere pezzi della propria storia e delle proprie origini. Preparando e degustando i piatti preparati è possibile assaporare alimenti sconosciuti e uscire dalle proprie abitudini, scoprendo nuove atmosfere, affacciandosi a mondi diversi.

La cena è un momento molto bello, di scambio e conoscenza reciproca. È molto interessante scoprire e preparare insieme piatti di culture diverse. Quando portiamo un nostro piatto portiamo una parte di noi, della nostra identità, della nostra tradizione che vogliamo condividere con le altre partecipanti.” N. mamma accolta

Il laboratorio di preparazione della cena rappresenta un tempo in cui mettere in atto pratiche di cura, sperimentare gesti di attenzione verso l’altro e aprire degli spazi di riflessione, ricordo e condivisione delle proprie storie ed esperienze di vita.

è bello perché mentre cuciniamo ci scambiamo delle idee, delle parti di noi, scopriamo le diverse culture e Paesi da cui veniamo. Il momento che preferisco è quando mangiamo tutti insieme, tra le risate dei bambini e i racconti di mamme e volontarie” V. volontaria

La cena è, poi, soprattutto, un momento di svago e di festa durante il quale le famiglie accolte hanno occasione di stare insieme e di approfondire la reciproca conoscenza. I bambini condividono il pasto e giocano, le mamme chiacchierano con operatrici e volontarie. È anche una possibilità di apertura della casa verso l’esterno perché possono parteciparvi amiche delle donne accolte, operatrici che non sempre vivono la casa, amici dei bambini e aspiranti volontarie.

Le cene tutti insieme sono bellissime, mi piace tanto mangiare tutti insieme e stare con gli altri bambini!” C. bambino accolto

Attraverso il cibo si apre uno spazio di condivisione unico, caratterizzato da informalità e convivialità, che permette di fare evolvere le relazioni in modo positivo, di animare la casa in modo vivace e piacevole e di mantenere un legame con le famiglie già uscite dall’accoglienza. Spesso, infatti, anche le donne che non abitano più la casa partecipano con i loro bambini, mostrando che nel condominio solidale si creano relazioni durature e positive tra le famiglie che vi abitano. Il mantenimento di questo legame con la casa è molto prezioso perché dà anche la misura della profondità della relazione di aiuto creata con operatrici e volontarie e permette di portare avanti delle azioni di accompagnamento nel tempo delle esperienze di accoglienza già concluse.

Se dovessi descrivere la cena condivisa direi in tre parole: buona compagnia, sostegno e amore.” J. Mamma accolta