Il capitale spirituale del lavoro in Caritas

Il capitale spirituale non è misurabile in cifre, ma poiché rappresenta una priorità nella vita di Caritas, essa
si premura di potenziare e sviluppare attività volte a promuovere la dimensione spirituale e carismatica delle opere di cura, mettendo al centro la persona nella sua interezza.


«Il capitale più importante che possiamo avere è il capitale spirituale. Quando il Signore tocca i nostri cuori, ampliamo il nostro sguardo e siamo capaci di vedere quanti sono nel bisogno, di prenderci cura del creato: siamo capaci di mettere al primo posto il bene comune, il “noi” proprio di una famiglia, per mettere da parte la logica mondana dell’“io”, del successo, del dominio, del denaro, escludendo gli altri. Ognuno di noi è chiamato a contribuire affinché la società abbia sempre più artigiani di pace e di una cultura dell’incontro; e affinché nella Chiesa si moltiplichino i costruttori di una comunità in cui tutti, senza eccezioni, si sentano ben accolti e amati dal Signore» (Papa Francesco, discorso ad un gruppo di imprenditori in Messico, 17 febbraio 2023).


Le parole di papa Francesco permettono di definire con chiarezza che cosa si intende per capitale spirituale: le scelte e i gesti che nascono dall’incontro con il Signore, la vita concreta che scaturisce dalla fede; in questa prospettiva, possiamo considerare tutte le attività di Caritas generate dal capitale spirituale e generanti il capitale spirituale. Tale incontro va ben oltre le categorie che spesso definiscono la fede: la Parola ci permette di comprendere come sempre laddove si ami come Gesù ci ha amato ci sia l’incontro con Lui. Ecco allora che il capitale spirituale di Caritas è l’Amore e quanto nasce dall’Amore.
In una formazione vissuta con tutti gli operatori di Caritas Verona il 30 ottobre scorso, il direttore don Matteo Malosto ha consegnato la strategia che deve guidare ogni azione di operatori e volontari e che è volta a custodire proprio la centralità del capitale spirituale. Il punto di partenza non può essere COSA fare, cioè l’azione concreta: questa per essere feconda dev’essere la conseguenza di un processo, che ha il suo inizio da una domanda: PERCHÉ agiamo? La risposta non può essere frutto di confronto e ragionamento, il fondamento dell’agire è infatti consegnato dalla Chiesa alla luce della Parola: per amore, luogo della presenza della Trinità e per raccontare che l’amore non è qualcosa, ma Qualcuno.
Da questo scaturisce come conseguenza il COME agire: mettendo al centro il bene del prossimo, rinunciando ad egoismi e autoreferenzialità, considerando ogni servizio innanzi tutto una possibilità per incontrare una persona e la sua storia, scegliendo di “perdere tempo” con lei e per lei.
Dopo essere passati dal “perché” e dal “come”, non sarà difficile capire “cosa” fare, che sarà generativo solo nella misura in cui sarà conseguenza di uno stile che ha il suo chiaro fondamento in un perché.
Gli incontri formativi per operatori e volontari, i momenti di condivisione della fede – tra i quali meritano di essere ricordate le toccanti Messe di Natale e del Giovedì Santo vissute in Casa accoglienza al Samaritano – e la partecipazione alla vita della Chiesa servono allora proprio per custodire questa profondità dell’agire: non si tratta di momenti a sé stanti, per qualcuno quasi un dazio da pagare per poter servire in Caritas, ma il fondamento di tutto.

Per arricchire il proprio cammino di fede, per l’anno pastorale 2025/26 il direttore don Matteo ha organizzato, per coloro che lo desiderano, alcune proposte: una Santa Messa mensile aperta agli operatori di tutte le realtà Caritas, ai
volontari e agli ospiti dalle 8.30 alle 9.00 presso la cappellina della Casa accoglienza Il Samaritano (o nell’adiacente sala conferenze) nei giorni:

03/10, 07/11, 05/12, 06/02, 06/03, 30/04, 05/06, 03/07

Inoltre, sono confermati i due tradizionali appuntamenti di Caritas:
LUNEDI’ 15 DICEMBRE
Alle 18.30, a San Massimo nella Chiesa del Cpag, Santa Messa per gli auguri di Natale con
tutti gli operatori e i volontari; a seguire cena insieme.
LUNEDI’ 30 MARZO
Alle 18.30, a San Massimo nella Chiesa del Cpag, Santa Messa per gli auguri di Pasqua
con tutti gli operatori e i volontari; a seguire cena insieme.