Coordinamento interdiocesano degli Empori della Solidarietà: il tempo del sogno
Si è tenuto oggi a San Giovanni Lupatoto il Coordinamento Interdiocesano degli Empori della Solidarietà delle province di Mantova, Verona, Vicenza e Trento: un luogo di pensiero e riflessione intorno al progetto Emporio; un momento di confronto tra territori vicini; un’occasione preziosa per individuare nuove piste di lavoro e mettere a fuoco linee di interventi strategiche da portare ai tavoli istituzionali.
Le reti provinciali presenti hanno portato testimonianza concreta di forme diversificate di alleanze tra mondo ecclesiale e laico, tra universo del volontariato ed enti istituzionali. Nel caso di Verona l’ecosistema di soggetti alleati intorno al progetto Emporio diverrà contesto di elaborazione, realizzazione e promozione delle iniziative di Verona capitale italiana del Volontariato 2027.
Al quarto appuntamento di dialogo tra terre di confine hanno partecipato 82 operatori e volontari, che, grazie alla cabina di regia e allo stimolo metodologico di Caritas Mantova, hanno esplorato quattro temi chiave (advocacy, ambiente, territorio e beneficiari) attraverso una domanda guida, un filo rosso interrogativo: qual è il tuo sogno per l’Emporio del futuro?
L’obiettivo del pomeriggio di lavoro era fornire ai gruppi presenti la possibilità di alzare lo sguardo dall’impegno quotidiano della gestione dei market e giocare con il pensiero, l’immaginazione e il desiderio, quali elementi motore di evoluzione e cambiamento.
Si è voluto coinvolgere chi rende possibile ogni giorno l’esperienza dell’Emporio in un esercizio creativo, in uno sforzo di fantasia: guardare lontano, desiderare, fantasticare, nella prospettiva di raccogliere e sintetizzare a fine giornata delle piste concrete di lavoro.
Le idee emerse sono state moltissime, stimolanti e fantasiose. In uno sforzo di concretezza ne sono state scelte alcune, per orientare il futuro degli Empori attraverso un momento di discernimento collettivo. La maggioranza dei presenti sogna di sensibilizzare la comunità a guardare all’Emporio non come semplice luogo finale del circuito di redistribuzione delle eccedenze, ma come luogo chiave di concretizzazione e promozione del diritto al cibo buono ed etico come diritto umano, in piena assonanza con l’iniziativa europea Good food 4all, promossa da Caritas Italiana quale strumento di advocacy dal basso da portare a livello locale.
Un secondo filone di lavoro individuato riguarda la costruzione di un Emporio più bello, uno spazio accogliente in cui la bellezza faccia da cornice e significante alle azioni di aiuto alimentare e di empowerment portate avanti.
Infine, il desiderio più grande emerso dai gruppi di lavoro è la fine dell’Emporio quale luogo di distribuzione alimentare e l’inaugurazione dell’Emporio quale spazio collettivo, che dismette la sua funzione di aiuto alimentare per diventare casa comune, spazio di accoglienza e condivisione all’interno delle diverse comunità.
L’appuntamento si rinnova al prossimo anno con la speranza di vedere germogliare gli spunti messi a fuoco.



