Assemblee dei soci San Zeno e San Benedetto, le associazioni di Caritas

Si è svolta ieri sera, 11 maggio, l’Assemblea dei Soci delle Associazioni San Zeno e San Benedetto di Caritas diocesana veronese.

La referente dell’area progetti e coordinamenti, Barbara Simoncelli, insieme al responsabile dell’amministrazione di Caritas, Daniele Dal Corso, hanno presentato tutte le attività svolte e attuali delle associazioni, ed è stata occasione anche per vedere il bilancio economico delle stesse.

Il direttore di Caritas, don Matteo Malosto, ha tracciato un po’ di linee guida su quello che sarà il 2026: “Il 2026 sarà caratterizzato da un’operazione di grande importanza: la riforma degli enti giuridici che permettono la concreta operatività di Caritas Diocesana Veronese. I tre attualmente esistenti — l’Associazione San Zeno ODV, l’Associazione San Benedetto ODV e la Cooperativa Sociale Il Samaritano — si uniranno dando vita a un unico ente, la Fondazione Caritas Veronese. Questo passaggio, fortemente voluto dal vescovo Domenico, va considerato nell’ottica dell’evoluzione e della crescita: negli anni, Caritas Diocesana Veronese è diventata la bella realtà e, oggi, le dimensioni che ha assunto ci stimolano a evolvere, per custodire il bello e farlo crescere, grazie a una forma giuridica unitaria e, soprattutto, all’integrazione di nuove modalità organizzative. I progetti attuali proseguiranno anche nella nuova realtà, che continuerà a investire le migliori risorse per contribuire a costruire una società sempre più giusta e a rendere il volto della Chiesa sempre più simile all’esperienza del Vangelo.

Nel 2026 diventa fondamentale proseguire l’importante opera di contrasto all’emergenza abitativa. Il tema dell’ecologia integrale sarà sempre più al centro dell’azione di Caritas Diocesana Veronese: l’enciclica “Laudato si’” ha sottolineato con chiarezza il nesso inscindibile tra crisi ambientale e crisi sociale. Dobbiamo tutti fare di più per prenderci cura della nostra casa comune, chiamata mondo, dando concretezza alla profezia di Papa Francesco. L’attenzione ai giovani continuerà a essere centrale. Va fatto crescere il senso di appartenenza di Caritas alla Chiesa: non esiste il binomio Caritas–Parrocchia o Caritas–Diocesi, perché le Caritas parrocchiali fanno parte delle parrocchie e la Caritas Diocesana è Diocesi. Forse un modo stilisticamente non elegante per evidenziare il fatto che, talvolta — quasi sempre per difficoltà relazionali — si creano prassi nelle quali solo formalmente c’è unità. La volontà è quella di continuare a fare il possibile perché cessino queste situazioni e perché la carità regni innanzitutto nelle comunità, prima ancora di diventare azione delle comunità stesse. Una delle colonne su cui continuare a costruire sarà il dialogo e la collaborazione, senza preclusioni, con tutti gli uomini e le donne di buona volontà. In passato si è molto riflettuto su possibili collaborazioni con gruppi, associazioni e amministrazioni che sembrano non rispecchiare i cosiddetti valori della Chiesa: si sceglie, senza possibilità di fraintendimento, di dialogare con tutti e di agire congiuntamente per la costruzione del bene comune, laddove si ravvisi rispetto reciproco, pur nelle diversità. Il discernimento relativo a questa operatività è responsabilità, a livello diocesano, del Direttore e, a livello locale, del Presidente della Caritas parrocchiale”.

I responsabili hanno concluso i loro interventi “ringraziando di tutto cuore le operatrici, gli operatori, le volontarie e i volontari delle associazioni San Zeno e San Benedetto: l’unica certezza è che tutto nasce dalla loro passione, dalla loro professionalità e dalla loro dedizione e che ogni attività svolta è solo l’esito di tante vite che si fanno dono”.