Rapporto povertà 2021 Caritas Italiana

“Oltre l’ostacolo”- 20° Rapporto sulla povertà ed esclusione sociale di Caritas Italiana

Il 16 ottobre, alla vigilia della Giornata internazionale di lotta alla povertà Caritas Italiana ha presentato il 20° “Rapporto sulla povertà ed esclusione sociale” che fotografa uno spaccato dei volti e delle storie di povertà nel 2020, anno segnato fortemente dalla pandemia, facendo seguito ai 4 monitoraggi nazionali effettuati nello stesso anno. Il Rapporto prende in esame le statistiche ufficiali sulla povertà, i dati di fonte Caritas, il tema dell’usura e del sovra indebitamento, la crisi del settore turistico, lo scenario economico-finanziario, le politiche di contrasto alla povertà. Un’indagine che fa emergere criticità forti ma anche un grande impegno nel mondo del volontariato.

Nel 2020 aiutate 1,9 milioni di persone

In linea con le statistiche ufficiali i dati rilevati dalle 218 Caritas diocesane sul territorio, espressione delle rispettive Chiese locali. In dodici mesi (nel 2020) la rete Caritas, potendo contare su 6.780 servizi a livello diocesano e parrocchiale, e oltre 93mila volontari a cui si aggiungono circa 1.300 volontari religiosi e 833 giovani in servizio civileha sostenuto più di 1,9 milioni di persone. Di questi il 44% sono “nuovi poveri”, persone che si sono rivolte al circuito Caritas per la prima volta per effetto, diretto o indiretto, della pandemia. (50,8%). Ma la crisi socio-sanitaria ha acuito anche le povertà pre-esistenti: cresce anche la quota di poveri cronici, in carico al circuito delle Caritas da 5 anni e più (anche in modo intermittente) che dal 2019 al 2020 passa dal 25,6% al 27,5%;

Oltre l’ostacolo

Come sottolinea il titolo, l’obiettivo è anche quello di cogliere e di evidenziare, a partire dalle situazioni e dalle storie incontrate sul territorio, elementi di prospettiva e di speranza. Esempi di risposta e resilienza, da parte di tanti attori, pubblici e privati e in particolare delle comunità locali, capaci di farsi carico delle situazioni di marginalità e vulnerabilità affiorate nel corso della pandemia. Tale capacità spesso si è incrociata con le risposte istituzionali offerte a livello nazionale ed europeo, dando luogo ad una serie di triangolazioni positive, che hanno evidenziato l’importanza di lavorare in rete, assumendo responsabilità diverse ma condivise.