Ilaria – La mia esperienza assieme alle persone

Dopo anni di decisioni prese più con la testa che con il cuore, ero finita in un limbo di immobilità e monotonia a cui dovevo assolutamente mettere fine. Ho acceso il computer, ho digitato le due parole fatidiche “volontariato” e “Caritas” e in due secondi è apparso un video in cui un ragazzo parlava della sua esperienza di Servizio Civile. L’ho capito subito. Anche io volevo far parte di questa realtà…

Mi presento, sono Ilaria, ho quasi 26 anni e quest’anno ho la fortuna di svolgere il Servizio Civile presso l’Emporio della Solidarietà “Buon Pastore” e il Centro di Ascolto Caritas dell’Unità Pastorale di San Giovanni Lupatoto.

Dico la fortuna perché è stata proprio una serie di fortunati eventi a portarmi qui. Nemmeno ci dovevo essere. Mi ero candidata per un’altra sede, e precedentemente per un altro progetto di Servizio Civile. Ma niente era in queste sedi che dovevo stare in questo anno. Mai, mai avrei immaginato potesse essere così bello e arricchente, completo e stimolante. Non ho utilizzato parole a caso per descrivere questa esperienza.

Tutto è partito dall’ottobre del 2020. Dopo anni di decisioni prese più con la testa che con il cuore, ero finita in un limbo di immobilità e monotonia a cui dovevo assolutamente mettere fine. Quindi mi sono chiesta: “Ma a me cos’è che piace fare? Cosa vorrei provare a fare per essere felice, per essere me stessa?”. Ho acceso il computer, ho digitato le due parole fatidiche “volontariato” e “Caritas” e in due secondi è apparso un video in cui un ragazzo parlava della sua esperienza di Servizio Civile. L’ho capito subito. Anche io volevo far parte di questa realtà…

In quel periodo ciò che mi mancava e che cercavo disperatamente erano gli stimoli. E dopo essermi candidata e vari passaggi burocratici eccomi all’Emporio “Buon Pastore” da cui scrivo oggi. Sono ufficialmente la ragazza di Servizio Civile. Anzi a dir la verità mi chiamano ormai tutti per nome. Tutte le persone che vengono a fare la spesa, i volontari e addirittura anche i loro familiari.

Alle persone che mi chiedono “Beh che stai facendo adesso?” mi viene da rispondere “Sto con le persone”. Ecco, questo faccio attraverso il Servizio Civile. Sto insieme alle persone che vengono a fare la spesa, a chi li accompagna, ai loro figli, che se piccoli cerco di intrattenere attraverso la lettura di un libro, un disegno, un gioco. Con le persone chiacchieriamo, ci conosciamo. Sto con i miei compagni di Servizio Civile che fanno sentire meno mie e più nostre tutte le paure e le incertezze legate al futuro, (forse anche al presente) e speriamo all’età. Sto insieme ai volontari dell’Emporio e del Centro di Ascolto che considero oramai più amici che colleghi.

Ma sto anche con persone che non la pensano come me, che reagiscono in maniera diversa da come farei io. Che rendono difficile il mio essere comprensiva e disponibile. Ed è attraverso questo “stare”, in cui ho incontrato idee così diverse dalle mie che è iniziata la mia avventura più grande. Mi sono dovuta mettere alla prova per forza. Se una volta mi sarei semplicemente distaccata il più possibile, oggi cerco con tutte le mie forze a non schierarmi a priori, ma di trovare un punto di incontro e il modo giusto per affrontare le cose.

Ilaria