Giorgia Galante

Giorgia – Molteplici prospettive e nuove direzioni

In questi giorni un’amica mi ha chiamato per chiedermi alcuni consigli sul Servizio Civile e per conoscere la mia esperienza, dato che sta pensando di candidarsi anche lei…

“Caspita! un anno fa io ero nella sua stessa condizione” – ho pensato quando mi ha chiamata. Ero alla ricerca di un progetto che mi piacesse e allo stesso tempo che fosse in linea con le mie competenze e il mio percorso di studi.

Oggi, trascorsi otto mesi di servizio mi guardo indietro (anche perché ci tengo a rispondere alla mia amica e vorrei che lei facesse la sua scelta in modo consapevole)… Cosa vedo? Vedo una Giorgia che in questi mesi si è impegnata molto, si è messa in gioco e si è fatta tante domande. Molti interrogativi sono rimasti aperti, ma va bene così, non possiamo sapere tutto e avere dubbi spesso ci spinge a fare luce e a cercare risposte anche negli angoli più nascosti dentro e fuori di noi.

Una domanda a cui però trovo facilmente risposta è la seguente: “Rifaresti il Servizio Civile?” E la mia risposta è un convinto “Sì, lo rifarei!”

Lo rifarei perché mi ha permesso di vedere le cose da altre prospettive. In questi mesi ho visto il mondo attraverso gli occhi di Viola, mamma di cinque figli senza lavoro che viene all’Emporio della Solidarietà sempre con il sorriso, così come quelli di Simone, volontario dell’Officina culturale che conduce i laboratori di informatica, e quelli di Mohamed, volontario del magazzino che smista i prodotti e li cataloga prima che vengano distribuiti nei diversi Empori della Solidarietà del territorio. Potrei proseguire ancora per molte righe questa lunga lista di persone che hanno lasciato un segno dentro di me. E pensare che ero io quella che desiderava lasciare un segno… Ho sempre voluto rendermi utile in qualche modo e fare qualcosa per gli altri, per la comunità, una realtà quest’ultima che sembra così lontana da noi giovani a volte, ma che con il mio servizio in Caritas sto imparando a conoscere giorno dopo giorno.

Lo rifarei perché mi ha dato speranza. Terminati i miei studi universitari non sapevo ancora in che direzione impostare la mia vita… Ecco, fare Servizio Civile non mi ha mostrato chiaramente quale via intraprendere. Ho capito meglio quali sono i miei punti di forza e di debolezza, i miei limiti e le qualità su cui invece potrei puntare anche per un mio futuro lavorativo. Mi sono trovata a gestire tante situazioni, a relazionarmi con molte persone diverse, per età, provenienza geoculturale, credenze, modi di pensare, classi sociali, livelli di istruzione…ho capito che è questa la mia comunità e che tutti ci stiamo dentro e meritiamo di essere ascoltati.

Lo rifarei perché è un’opportunità di crescita unica, su tanti livelli. Prima di tutto personale, ma anche professionale. Quando, prima di candidarmi, leggevo sul sito della Caritas Verona che il Servizio Civile è un’esperienza di crescita non ci credevo al 100%, invece è così, o per lo meno nel mio caso lo è stato.

Alla fine ieri al telefono ho detto questo alla mia amica e le ho raccomandato di scegliere bene il progetto per il quale candidarsi, di prendersi del tempo per leggere con attenzione i diversi progetti proposti, di contattare l’ente di riferimento, ma soprattutto di prepararsi a conoscersi e a conoscere realtà con cui magari fino ad ora non ha mai avuto a che fare, ma che vale la pena incontrare e sperimentare.

Giorgia