Terremoto centro Italia_aggiornamenti

Sono trascorsi 7 mesi dal primo sisma che ha sconvolto il centro Italia quest'estate. In questi primi mesi la presenza e l'impegno Caritas restano costanti in tutti i paesi colpiti, anche quelli spesso dimenticati. Nonostante si accentui nelle popolazioni il senso della perdita e della precarietà, le comunità hanno risorse morali per rialzarsi: la rete Caritas è e sarà al loro fianco nel cammino di ricostruzione.

Ricapitolando possiamo dire che grazie alla colletta nazionale del 18 settembre e alla generosa risposta solidale, sono finora pervenuti a Caritas Italiana oltre 21 milioni di euro, incluso il milione messo a disposizione dalla CEI. Si possono così garantire, grazie anche ai gemellaggi attivati, interventi di tre tipi:
- Primo aiuto: aiuti diretti a favore degli sfollati (es. acquisto beni primari), potenziamento di servizi di ascolto, socializzazione, animazione delle comunità, interventi a carattere comunitario (es. posizionamento di strutture provvisorie leggere per aggregazione e socializzazione), presenza costante sui territori di operatori qualificati con ruolo di coordinamento a livello diocesano. 1 milione €
- Centri di comunità: strutture socio-pastorali per favorire le relazioni, la condivisione e la partecipazione. Il primo è stato inaugurato ad Amatrice il 24 novembre 2016 e in emergenza è stato utilizzato come presidio sanitario. Sempre nella Diocesi di Rieti prima di Natale sono stati aperte altre piccole strutture socio-pastorali. Anche a Norcia si è avviata la costruzione di un Centro di comunità e se ne prevedono altri nelle varie Diocesi colpite. 13.000.000 €
- Sviluppo sociale ed economico: sostegno alle attività economiche attraverso microcredito per produzione, valorizzazione dei prodotti, delle risorse umane e strutturali, abbattimento dei costi di produzione, supporto strutturato ai bisogni delle famiglie (sussidi per l'acquisto di beni di prima necessità, arredi per la casa...). 7.000.000 €

La fase della prima emergenza non è ancora conclusa essendo intrinsecamente legata alla precarietà delle persone terremotate, che ancora la esprimono in tutta la loro drammaticità, ma si è già avviata la fase della progettazione sociale. Questa progettazione nasce dalla lettura dei bisogni e delle risorse di tipo pastorale, sociale ed economico dei territori colpiti.
Saper stare e agire in un contento territoriale che si è modificato velocemente e profondamente in tutti suoi aspetti, significa in primis saperlo conoscere, riconoscere e ricomprendere.

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